Il Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi professionali (CUP), con una sua circolare del 2 gennaio 2012, sottolinea gli aspetti di maggiore criticità della normativa sulle società di lavoro professionale (le cosìddette società tra professionisti) introdotte dalla L. 183/2011 (Legge di stabilità 2012).

Le nuove Societa tra professionistiInfatti le norme dettate dalla legge di stabilità per le società tra professionisti (STP) appaiono compatibili con quelle previste nel modello societario delle Società di Lavoro Professionale (SLP) che gli Ordini avevano portato alla attenzione del Ministro della Giustizia nel luglio 2010 nell’ambito delle proposte per una riforma di tutti gli ordinamenti professionali in base a determinati principi a tutti comuni da modernizzare. Tali principi hanno trovato tutti forma legislativa tranne proprio quello che proponeva l’introduzione del modello di società ad hoc per i professionisti.

Il documento evidenzia, quindi, la necessità di intervenire sul testo introdotto dalla legge di stabilità 2012 con alcune proposte di modifica al fine di completare o almeno meglio definire la disciplina delle STP affinché le prerogative degli ordinamenti professionali non rischino di essere vanificati dalla forma giuridica con cui una professione viene svolta.

Il CUP ribadisce che l’oggetto sociale delle STP esclude qualsivoglia attività d’impresa ed è dunque ristretto alle attività professionali che possono concretamente svolgere i professionisti appartenenti alle cd. professioni regolamentate, dunque quelle indicate negli ordinamenti professionali, e che risultano iscritti in albi o collegi professionali.

Pertanto vi è necessità immediata di precisare che l’attività professionale è l’esclusiva attività che la società può svolgere e che ciò deve avvenire a cura dei soci professionisti, con le modalità di incarico che il regolamento interministeriale (previsto al comma 10 dell'art.10 Legge 183/2011) dovrà specificare.
Del resto, fin quando non sarà emanato il decreto di cui sopra, nessuna società potrà essere iscritta in alcun albo professionale per difetto di regolamentazione che renderebbe impossibile l’esercizio della funzione di vigilanza che è priorità degli Ordini a tutela della pubblica fede di cui sono garanti.

Arch. Luisa Maria Gottari
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