Anton Garcìa-Abril

La vera architettura non ha nulla a che vedere con le mode. È l’espressione di regole immutabili, quelle del peso, dell’equilibrio, della forza di gravità. Lo stile di Anton Garcìa-Abril è così.
Indifferente alle tendenze del momento, si offre come una serie di ragionamenti sui fondamenti stessi del costruire.

Ieri Francesco Dal Co, architetto e professore alla IUAV di Venezia, ha presentato con queste parole il grande architetto spagnolo al pubblico di Cersaie: "Anton è uno dei più intelligenti interpreti di oggi, autore di strutture che paiono primordiali, radicate in ciò che
l’architettura è sempre stata".

Tanti gli esempi di questo atteggiamento esposti dallo stesso Garcìa-Abril nel corso della conferenza.

Di grande originalità il processo che ha portato alla creazione del cosiddetto 'Tartufo', realizzato sulla Costa da Morte, sulla costa atlantica della Spagna, frutto di una "interpretazione artificiale che emula le conformazioni naturali, in un dialogo con ciò che la natura stessa impone": tema del dualismo nella poetica di Garcìa-Abri (accostamento e distinzione tra naturale e architettonico).

C’è tutto il "primitivo fascino dell’essenza e dell’ordine architettonico" nell’edificio della Sociedad General de Autores y Editores (Sgae) realizzato a Santiago de Compostela, in cui il richiamo a enormi pietre rende evidente l’ispirazione a Stonehenge.
Centra in pieno l’obiettivo anche il Cervantes Theatre di Città del Messico, "uno spazio intimo in una città esplosiva", sprofondato nel suolo per trenta metri e sovrastato "da una struttura rigida ma leggera, rigorosa espressione di una logica matematica", in cui la luce penetra disegnando uno spazio essenziale ma accogliente.

La Trufa, Costa da Morte
La Trufa, Spagna

L’idea del Big Bang, del gesto originario, è invece alla base di tre nuovi progetti dello studio Ensamble, in corso di elaborazione: Il primo è una realizzazione astratta, il Contemplation Pavillon di Shanghai: un monolite senza forma, spazio, né luce, "privo di qualsiasi elemento architettonico"; le Lab Towers, a Zhengzhou, saranno due torri differenti ma concepite dalla medesima genesi, l’esplosione del nucleo in parti differenti che disseminano tutta la struttura.
Infine la proposta di espansione del Mit Campus di Cambridge, un progetto che si svilupperà verso l’alto, seguendo una logica di interconnessione tra tutte le sue parti, proprio come si sviluppa oggi il sapere nelle diverse discipline.

Mara Zenoli

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