Le citta di fondazione insiemeI sindaci delle città costruite durante il fascismo la prossima settimana firmeranno un protocollo d'intesa mirato a fare fronte comune per investire nel patrimonio architettonico e promuovere iniziative turistiche.

Tutte insieme soprattutto perché la storia può essere occasione di rilancio e valorizzazione.

I sindaci di 22 città italiane (da Arborea a Tresigallo) firmeranno il protocollo con cui si impegnano a fare fronte comune per investire nel patrimonio storico e architettonico. Ideare progetti, trovare fondi, promuovere iniziative culturali e turistiche: questi gli obiettivi che la rete delle città mussoliniane, che dalle 6 iniziali sono diventate 22.

"Tutto è nato due anni fa, in occasione della mostra allestita a Predappio di Uberto Bonetti, pittore futurista, dedicata alle città di fondazione — dice Giorgio Frassineti, assessore al patrimonio — . Invitai i sindaci di Latina, Torviscosa e Tresigallo e ragionammo sui modi più opportuni per far leva sull’eredità storica".

L’iniziativa bipartisan (le amministrazioni sono sia di centrodestra che di centrosinistra) è piaciuta, è sorta un’associazione e ora si passa alla fase operativa con il protocollo d’intesa.

Predappio ha già presentato un corposo progetto alla presidenza del consiglio con l’obiettivo di recuperare i monumenti del Ventennio, dalla Caproni alla caserma Bonsignore.
Ma con questa mossa si confida soprattutto di far decollare l’idea più ambiziosa: realizzare nella fatiscente Casa del Fascio, in piazza Sant’Antonio, il Centro di documentazione dell’architettura razionalista, i cui più titolati esponenti diedero l’impronta urbanistica al Ventennio.

Da un articolo di Fabio Gavelli rileviamo che all'inizio degli anni Venti, l’attuale Predappio si chiamava Dovia, contrada dove c’era la casa natale di Mussolini; la sede municipale era a Predappio Alta (all’epoca solo Predappio).

L’incarico di edificare una città attorno alla casa natale del duce fu affidato a un giovane architetto, Florestano Di Fausto, che in seguito progettò anche il Grand Hotel delle Rose a Rodi, l’isola del Dodecaneso.

Il nucleo sorse fra le due piazze: quella intitolata a Garibaldi, ai piedi della dimora della famiglia Mussolini, e piazza Sant’Antonio, attorno alla quale furono innalzati tutti gli edifici principali: la chiesa, la casa del fascio, il municipio, l’ospedale e la caserma.
La prima pietra fu posta il 30 agosto 1925 e nel 1927 a Predappio Nuova furono riuniti i due comuni di Predappio e Fiumana.

L.M.
Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?