L'Associazione Culturale 47 Rosso rende omaggio a uno dei più grandi scrittori italiani del novecento, Italo Calvino, e in particolare alla sua opera "Le città invisibili".

Le città invisibili, opera di Tancredi Fornasetti

La mostra, elaborata in due anni di riflessione è stata presentata a Firenze nel mese di novembre 2012, in occasione del quarantesimo anniversario della pubblicazione del libro (Einaudi, 1972), e viene riproposta presso la Galleria La Soffitta Spazio Delle Arti (Casa del Popolo di Colonnata, Piazza Rapisardi 6 a Sesto Fiorentino).

L’esposizione si propone di partire dal romanzo di Calvino del 1972 "Le città invisibili", incentrato sull’idea del viaggio e della città, rivelato da un immaginario Marco Polo che in un mondo, a tratti antico e a tratti moderno, racconta la terra da lui esplorata, i popoli e le diversità insite nell’universo conosciuto alla ricerca dell’altro, del diverso e del dissimile.

È l’opera sui generis di Calvino, all’incrocio di un racconto filosofico e fantastico-allegorico, dove la scrittura tende a ridurre la complessità del mondo in figure ed emblemi, con la conseguenza che si sgancia da ogni rapporto con la realtà.

In armonia con la complessità dell'opera ispiratrice, "Le visibili città invisibili" si articola in più direzioni, comprendendo trentaquattro illustrazioni originali, venticinque brani musicali inediti e una dozzina di istallazioni che, visivamente o musicalmente, rappresentano ciascuna delle cinquantacinque città.

Come Marco Polo descrive ogni città a Kublai Khan utilizzando espedienti narrativi differenti e illustrando le peculiari suggestioni che essa evoca, così gli artisti (Sara Vettori e Gabriele Genini) hanno raffigurato e interpretato in maniera del tutto personale e originale le stesse città, cercando di rendere "tangibile" (figurativamente o musicalmente) quella "invisibilità" predicata dal titolo.
Le cinquantacinque "città invisibili" presentate in mostra sono infatti "visibili" (o "udibili") nella loro doppia valenza di farsi immagine (o composizione musicale) del racconto che Marco Polo fa di esse a Kublai Kan, ma anche "visibili" ("udibili") perché svelano ciò che la città, nella sua valenza reale o simbolica, sempre nasconde agli occhi.

Le illustrazioni sono eseguite con tecniche incisorie calcografiche e xilografiche. Le trenta stampe esposte sono di 40x50 cm circa, a tiratura limitata e numerata.

Completano il percorso una video istallazione di Andrea Sfalanga e una dozzina di istallazioni (oggetti, materiali, utensili) che, rappresentando ciò che Marco Polo mostra a Kublai Khan a supporto dei suoi racconti, hanno il ruolo di cornice narrativa svolta nel romanzo dal dialogo-confronto tra i due personaggi.

In questa edizione il progetto si arricchisce di due incisioni inedite ("Venezia-Pechino andata e ritorno" di Gabriele Genini e "Venezia 1972" di Sara Vettori) e nuove installazioni.

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