Il Presidente Monti considera le liberalizzazioni “necessarie” per eliminare le barriere del mondo del lavoro soprattutto per i giovani. Queste le sue novità:
- niente più tariffe (né minime né massime)
- idoneo preventivo al momento dell'incarico.
- obbligo di  polizza assicurativa
- comunicazione esplicita al cliente dei dati relativi
- sei mesi di tirocinio anche presso le università
- tempo massimo del tirocinio in diciotto mesi

Le Liberalizzazioni di Mario MontiE gli architetti italiani non si sottraggono a questo giro di boa, anzi, sollecitano quanto prima una vera e seria riforma delle professioni.
Così risponde il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori:
"Abbiamo molto apprezzato, in particolare, - continua - la competenza e la capacità di ascolto del Ministro Severino che, all'interno di un precisa politica di riscrittura delle regole, ha proceduto con buon senso, raccogliendo -  purchè utili al Paese -  i contributi delle professioni. L'aver lasciato il riferimento ai parametri nei contenziosi è, infatti, un atto di buona amministrazione, tutto a vantaggio dei cittadini e del buon governo dell'economia e della giustizia."

"Per quanto riguarda, poi, il preventivo obbligatorio, condividiamo la norma che consideriamo utile per un rapporto trasparente con i clienti, ai quali non ci si dovrà limitare a preventivare i costi ma, occorrerà descrivere dettagliatamente la complessità della prestazione professionale. Solo in un rapporto di grande trasparenza, infatti, il confronto concorrenziale può regolare i rapporti professionali, senza offrire il destro alle truffe o alla promozione ingannevole come quella che quotidianamente circola su internet".

"Il tirocinio misto, prima all'università e poi negli Studi professionali - aggiunge il Consiglio Nazionale - può essere un'ottima soluzione, purchè, anche in collaborazione con il Ministro Profumo, si disegni un percorso virtuoso che colleghi la scuola al tirocinio fino all'esame di Stato e che migliori la qualità dei neo professionisti senza ostacolarne l'accesso al mercato. Ciò potrà costituire un' occasione  importante  per abbattere steccati storici tra università e professione, assumendoci tutti la responsabilità di far crescere e maturare una classe e una generazione professionale competente e capace di affrontare le nuove sfide che ci aspettano".

Molto positivo il giudizio sulla possibilità di accesso ai Confidi da parte degli architetti che soffrono del vero "spread" che misura la distanza dei pagamenti da parte dei clienti (da sei mesi dei privati ad oltre un anno la P.A.) e il credito bancario, che nei casi migliori arriva a 60 giorni.

"Se dobbiamo accettare alcune regole del mercato - sottolinea il Consiglio Nazionale -  e lo facciamo quotidianamente, dobbiamo averne non solo gli svantaggi, ma anche i vantaggi. Il Governo dovrebbe intervenire in questo senso anche sulle reti d'impresa dalle quali, secondo l'agenzia delle entrate, siamo esclusi. Concorrenza, infatti, vuol dire innanzitutto pari opportunità.

"Gli architetti italiani - conclude -  ribadiscono la loro disponibilità a mettersi al servizio del Paese. Al Governo e al Ministro Severino non chiediamo tavoli di contrattazione, ma di poter mettere a frutto la nostra profonda conoscenza della realtà professionale per investire sul futuro del Paese. Offriamo, inoltre, la capillare rete degli Ordini sul territorio per farne dei presidi di legalità contro le infiltrazioni mafiose nei cantieri, contro l'abusivismo edilizio e l'evasione fiscale. Quali organi dello Stato siamo responsabilmente pronti a fare il nostro dovere".

Arch. Maria Luisa Gottari
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