Dal 1° gennaio 2015 le città metropolitane subentreranno alle province omonime e quindi succedono ad esse in tutti i rapporti attivi e passivi, esercitandone le funzioni.
Entro il 30 settembre 2014, infatti, si svolgeranno le elezioni del consiglio metropolitano, indette dal sindaco del comune capoluogo, dopodichè si insedieranno ufficialmente il consiglio metropolitano e la conferenza metropolitana, ma la cui natura e architettura istituzionale è tutt’altro che chiara.

Il consiglio metropolitano, composto dal sindaco metropolitano (coincidente col sindaco del comune capoluogo) e da un numero di consiglieri variabile in base alla popolazione (da 14 a un massimo di 24), si insedierà tramite elezione indiretta, nel senso che non saranno gli elettori a delegare direttamente i consiglieri.

Alla conferenza metropolitana (composta dal sindaco metropolitano e dai sindaci dei comuni della città metropolitana) è data la competenza per l’adozione dello statuto e ha potere consultivo per l’approvazione dei bilanci; lo statuto può attribuirle altri poteri propositivi e consultivi.

La legge n. 56 del 7 aprile 2014 ha dettato un’ampia riforma in materia di enti locali, prevedendo l’istituzione e la disciplina delle Città metropolitane, la ridefinizione del sistema delle province ed una nuova disciplina in materia di unioni e fusioni di comuni.

Il provvedimento ha confermto 9 città metropolitane: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, con l'aggiunta della città metropolitana di Roma capitale. Tra gli altri, è stato previsto un procedimento ordinario per il passaggio di singoli comuni da una provincia limitrofa alla città metropolitana (o viceversa).

Inoltre l'elezione dei consiglieri avviene per voto temperato, cioè in rapporto alla fascia demografica del Comune di appartenenza. Praticamente a ogni città è attribuito un valore percentuale, calcolato sino alla terza cifra decimale, del rapporto fra la popolazione di ciascuna fascia demografica e la popolazione dell'intera città metropolitana.

Ma questa complessità del meccanismo elettorale paventa, quindi, vari rischi e vere incognite finali.

Eleonora Tamari

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