Un insieme di misure in favore dell’occupazione sono state presentate dalla Commissione europea per sollecitare gli Stati membri a rafforzare le loro politiche nazionali.

Il Pacchetto per l’occupazione, presentato nell’aprile 2012 dalla Commissione europea, ha identificato l'economia verde come una fonte primaria della creazione di posti di lavoro in Europa.
Secondo le stime, lo sviluppo ancora dell’efficienza energetica potrebbe portare a 2 milioni di posti di lavoro creati o mantenuti entro il 2020 e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili potrebbe portare a 3 milioni di posti di lavoro, sempre entro il 2020.

Per rendere reali quelle che ad oggi sono previsioni, due sembrano essere le direttrici principali da seguire: sviluppare i "lavori verdi" in eco-industrie e sostenere il "greening" delle industrie tradizionali.

Il termine "eco-industrie" racchiude un insieme eterogeneo di settori presenti nel campo della protezione ambientale (es. gestione dei rifiuti) e della gestione delle risorse (es. energia rinnovabile, materie prime rinnovabili e di prodotti).
Al momento i settori per cui si hanno i dati più completi sono quelli relativi al trattamento e fornitura dell’acqua, sulla gestione dei rifiuti, sull’attività di bonifica e sulle reti fognarie.
Il campo delle energie rinnovabili rappresenta uno dei settori maggiormente in espansione, concentrati nei settori delle biomasse, fotovoltaico ed eolico.
Un'ulteriore fonte importante di occupazione diretta, indiretta e indotta è rappresentata poi dalle attività basate sulle risorse naturali come l’agricoltura e allevamento biologico, la silvicoltura, la pesca.

Raggiungere gli obiettivi EU2020 sul clima e la sostenibilità energetica vuol dire innanzitutto intervenire sui settori industriali responsabili di alte emissioni, primi fra tutti, secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), quelli della fornitura e uso dell’energia che insieme raggiungono il 60% di emissioni di gas serra, seguiti dal settore dei trasporti (19,7%).

Per sfruttare le potenzialità della green economy sono necessarie azioni politiche su diversi frontii: promuovere la domanda di lavoro nelle eco-industrie attraverso adeguati livelli di investimenti, anticipare e gestire le competenze di cui il settore verde ha bisogno e garantire il lavoro per alta, media e bassa qualificazione.
Dal punto di vista della politica del mercato del lavoro, maggiore attenzione dovrebbe essere dedicata allo sviluppo di programmi di formazione adeguati per affrontare la carenza di competenze specifiche, e considerare l'interazione dinamica tra offerta di competenze e la struttura per età della forza lavoro nelle industrie verdi e tradizionali.
A fronte di una crescente domanda di lavoro, sostenere politiche di formazione potrebbe contribuire ad affrontare le principali strozzature di competenzaanche nelle scienze fisiche, l’ingegneria, l’edilizia.

Inoltre, l'attuazione di misure di incentivazione potrebbero portare un ulteriore aumento dell'occupazione nel settore della produzione di energia, di biocarburanti e di veicoli ad energia elettrica.
Infine, investire nella qualità dei lavori verdi potrebbe migliorare la considerazione dei cittadini per i posti di lavoro a basso livello di specializzazione, contribuire a prevenire l'insorgere di carenza di competenze, nonché garantire l'inclusività sociale.

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