Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) è intervenuto con un altro Comunicato (4 giugno 2015) sugli obblighi informativi nei confronti della stessa ANAC e sui controlli a campione di cui al DL. 133/2014 (c.d. "Sblocca Italia").
Il decreto Sblocca Italia, infatti, con l’obiettivo di attivare cantieri per la realizzazione di opere con risorse finanziarie già disponibili, ha previsto una serie di nuove deroghe al Codice dei contratti pubblici introducendo alcune misure di semplificazione burocratica per la realizzazione di determinati interventi in materia di mitigazione dei rischi idraulici e geomorfologici, di adeguamento alla normativa antisismica, di tutela ambientale e del patrimonio culturale, e di messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Il Comunicato del Presidente Cantone ha così sottolineato che l’art. 9 del decreto n. 133/2014 ha previsto la possibilità di ricorrere alla procedura negoziata per l’affidamento di interventi considerati dalla stazione appaltante di “estrema urgenza”, e che per l’affidamento di questi interventi sono previste disposizioni di carattere semplificativo e acceleratorio per la pubblicazione dei bandi, per la ricezione delle offerte e per i tempi per la stipula del contratto .

Inoltre, sempre per lavori sotto soglia comunitaria, la norma consente (per i lavori relativi alla messa in sicurezza degli edifici scolastici di importo fino a 200.000 euro) l’affidamento "diretto" da parte del responsabile del procedimento, con procedura riconducibile all’affidamento in economia, con invito rivolto ad almeno cinque operatori economici.

Il decreto prevede, inoltre, la possibilità per l’Autorità Nazionale Anticorruzione di disporre controlli a campione sui contratti in questione, comunicati dalle stazioni appaltanti in quanto sempre assoggettate, anche per questi appalti, agli obblighi di cui all’art. 7, comma 8 del Codice.

Per consentire poi all’ANAC l’espletamento dei compiti di vigilanza, il decreto ha previsto anche la possibilità per l’Autorità in argomento di disporre controlli a campione sui contratti segnalati e trasmessi dalle stazioni apaltanti.

Il Comunicato del 5 giugno ha però evidenziato che nell’esaminare i dati trasmessi, sono state rilevate molteplici difformità tra le informazioni comunicate dalle stazioni appaltanti e quanto disposto dalla normativa in deroga: su complessivi 539 appalti segnalati dalle amministrazioni, 100 lavori sono stati espunti in quanto dalla lettura dell'oggetto non sembrano che rientrino tra quelli previsti, e ben 245 contratti riguardando acquisti di beni e servizi, anche se segnalati tra gli interventi di “estrema urgenza” cui fa esplicito riferimento il d.l. 133/2014 per l’affidamento di specifiche tipologie di lavori.

L'ANAC non poteva esimersi, quindi, di rammentare che soggetti tenuti all'invio dei dati all'Autorità, nel caso omettano, senza giustificato motivo, di fornire i dati richiesti sono sottoposti, ai sensi di quanto previsto dal Codice dei contratti pubblici, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma fino ad euro 25.822, elevata fino ad euro 51.545 nell'ipotesi di invio di dati non veritieri.

Arch. Lorenzo Margiotta

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