Contro la dignità di architetti e ingegneri liberi professionisti, e incurante del tentativo palesemente vergognoso, il Comune di Bagheria (PA) pubblicava giorni fa un bando pubblico col quale invitava professionisti a manifestare la propria disponibilità a rendersi affidatari di "manifestazione d’interesse obiettivi di servizio, redazione progetti" a fronte di un corrispettivo fissato nel valore di un euro.

Immediatamente l’Amministrazione Comunale di Bagheria è stata diffidata (da Fondazione Inarcassa) a procedere in tale procedura ed è stata anche segnalata all’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici.

Oltre alla totale difformità rispetto alle normative vigenti, in spregio a quanto da anni si osserva circa la pessima qualità delle opere pubbliche realizzate o a volte mai completate, quest'ultimo atto assurdo per un Ente comunale si dimostra quale comportamento oltremodo offensivo per la dignità della professione di architetto e di ingegnere.

Se questa è la considerazione che si ha in Patria dei liberi professionisti, allora risulta quanto mai giustificato l'esodo dei giovani laurati all'estero - e non solo per motivi economici.

"E' un ricatto inaccettabile da ogni punto di vista, etico e materiale, quello al quale il Comune di Bagheria (Pa) vuole sottoporre i progettisti in disperata ricerca di lavoro, ritenendo che uno studio professionale possa permettersi di redigere il progetto di un'opera pubblica, con tutti gli oneri e le responsabilità che questo comporta, dietro l'insultante compenso di un euro".
Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) che ha diffidato il Comune di Bagheria, attraverso una circostanziata comunicazione che evidenzia una serie di illegittimità amministrative, a proseguire le procedure relative all'avviso pubblico.

"Offende - continua ancora la nota del CNAPPC - l'inesistente considerazione del lavoro intellettuale svolto dai tecnici progettisti ma offende anche che gli amministratori del Comune di Bagheria non comprendano come i tanti, troppi, problemi dell'edilizia pubblica italiana derivino in gran parte anche dal non aver sviluppato in modo corretto quei progetti che sono a monte delle troppe opere non finite o costellate da innumerevoli problemi tecnici e amministrativi.
E' pura illusione e, soprattutto è assolutamente sbagliato, pensare che il patrimonio di progetti necessari a ridare attenzione alle nostre città debba essere estorto ai liberi professionisti in difficoltà, come ha fatto il Comune di Bagheria".

Vergogna! Un Ente pubblico non si deve permettere simili bassezze!

Arch. Lorenzo Margiotta

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