Il sindaco di Roma Virginia Raggi e Jean-Christophe Babin (amministratore delegato di Bulgari che ha finanziato l’iniziativa con un milione e mezzo di euro) hanno presentato la fine dei lavori di restauro e la riapertura al pubblico della famosissima scalinata al centro dell'Urbe.

La Scalinata di Trinità dei Monti, realizzata tra il 1723 e il 1726 su progetto dell’architetto romano Francesco De Sanctis (1693-1740), costituisce il raccordo scenografico tra le pendici del Pincio dominate dalla chiesa della SS. Trinità e la sottostante piazza di Spagna.

L’idea di superare il forte dislivello con una scalea è documentata già nel 1559. Venti anni dopo la Camera Apostolica acquistò il terreno ai piedi della chiesa per realizzare la scalinata che negli intenti di papa Gregorio XIII (1572-1585) doveva essere “simile a quella dell’Aracoeli”.

Solo nel 1660, grazie al lascito del francese Stefano Gueffier, furono redatti i primi progetti da parte di numerosi architetti: è di questo periodo quello attribuito alla bottega di Gian Lorenzo Bernini, fondamentale per la successiva progettazione in quanto propose l’andamento concavo e convesso delle pareti e le rampe a tenaglia.

Dopo il restauro

La lunga scalinata, che sembra adagiarsi sul colle articolandosi in un continuo alternarsi di sporgenze e rientranze, è espressione di una monumentalità tipica del settecento romano che la accomuna alle altre importanti realizzazione urbane del secolo costituite dal porto di Ripetta (demolito alla fine del XIX secolo) e da fontana di Trevi.

Sottoposta nel tempo a numerosi interventi di manutenzione, la scalinata è stata oggetto di un importante restauro completo nel 1995.
Dall'ottobre 2015 la scalinata è stata sottoposta nuovamente a restauro; dal 23 settembre 2016 la scalinata ridiviene normalmente percorribile.

Il restauro

Avviati il 7 ottobre 2015, gli interventi si sono incentrati sulla pulitura, consolidamento e protezione di tutte le superfici lapidee, incluso il recupero funzionale delle gradinate per garantire la sicurezza di chi la percorrerà inoltre, sono state effettuate delle verifiche statiche sui muri di contenimento delle rampe superiori.

Dopo un primo periodo di chiusura completa, dal 7 dicembre la scalinata è stata accessibile nelle ore diurne da una delle due rampe laterali all’interno dell’area di cantiere per poi essere nuovamente richiusa dal 30 maggio nell’ultima fase cruciale di completamento dei lavori.

Il ritrovato candore del travertino dei gradini torna quindi a valorizzare la maestosa struttura della scalinata, che sembra adagiarsi sul colle articolandosi in un continuo alternarsi di sporgenze e rientranze.

Dopo le indagini e le verifiche preliminari, sono stati effettuati più cicli di trattamento biocida, a cui è seguita la pulitura realizzata con mezzi meccanici. Con malte a base di calce e polveri di marmo e travertino, è stata quindi eseguita la stuccatura dei giunti e delle mancanze.

Le operazioni più delicate e complesse sono state realizzate per il ripristino dei gradini, che in alcuni casi hanno avuto la necessità di integrazioni di travertino molto estese; quelle sui parapetti, dove la rimozione delle piante infestanti ha reso necessario lo smontaggio e il successivo rimontaggio di alcune delle copertine in travertino; quelle sulle specchiature in laterizio, che hanno richiesto lunghe e puntuali operazioni di riequilibratura cromatica; infine quelle sulle due lapidi celebrative in marmo, che si presentavano ormai difficilmente leggibili.

A causa delle lesioni presenti sulla rampa superiore, lato Mignanelli, sono stati effettuati carotaggi e indagini geognostiche per verificare lo stato delle strutture murarie aggredite dagli apparati radicali della vegetazione presente negli adiacenti giardini. Dopo il diserbo e la bonifica delle murature di contenimento, gli intonaci sono stati ripristinati con lavori su fune.

Per una migliore conservazione del monumento è stato realizzato un nuovo sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche sul piazzale della Trinità dei Monti.
E’ stato inoltre revisionato l’impianto di illuminazione artistica, con nuova tecnologia a LED e sono stati restaurati i 16 lampioni in ghisa; infine, è stato potenziato l’impianto di videosorveglianza.
Fonte: Sovrintendenza Capitolina

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