I nuovi poteri promessi dalla bozza di riforma del codice degli appalti all’Anticorruzione di Raffaele Cantone vengono temporalmente spostati e suddivisi in due tempi: entro il 18 aprile 2016 , il recepimento delle direttive europee su contratti di concessione e appalti, e solo dopo tre mesi – entro il 31 luglio – l’approvazione del nuovo codice.

“La soluzione non mi entusiasma”, ha dichiarato Cantone, anche se non va dimenticato che lo stesso atteso Regolamento di attuazione del codice sarà sostituito da Linee Guida elaborate proprio da ANAC insieme al Ministero delle Infrastrutture.

Come al solito si torna indietro e si allungano tempi e decisioni finali.
Lo scorso 18 giugno era stata approvata la riforma, al Senato, mettendo l’Anticorruzione al centro del nuovo sistema di gestione degli appalti, con l’intento di una approvazione definitiva in tempi più stretti.

Le altre modifiche

Tolto l’incentivo del 2% ai progettisti interni alla Pubblica Amministrazione.
Le Stazioni Appaltanti sono obbligate a pubblicare i bandi di gara sul proprio sito web.
Tolto quindi l’obbligo di pubblicità sui giornali, un onere che rimaneva a carico del vincitore.

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