Con l'approvazione del Ddl Delega Fiscale, di iniziativa parlamentare, il governo ha avuto il via per riscrivere il sistema fiscale italiano. L'obiettivo è quello di renderlo "più equo, trasparente e orientato alla crescita" e senza nuovi oneri per lo Stato.

Ora, con la pubblicazione del Ddl in Gazzetta ufficiale (12 marzo 2013 n.23), il Governo deve partire dalla riforma del catasto degli immobili e avrà un anno di tempo per cambiare le tante iniquità del fisco italiano.

Tra le prime dovrebbe essere proprio quella legata al sistema delle rendite catastali, accentuata a seguito dell'introduzione delle varie imposte municipali (vedi IMU, ecc.).

Tra i principi e criteri direttivi da applicare per la determinazione del valore catastale degli immobili la delega indica, in particolare, la definizione degli ambiti territoriali del mercato, e la determinazione del valore patrimoniale utilizzando il metro quadrato come unità di consistenza al posto del numero dei vani.

La necessità della riforma del catasto è scaturita principalmente dal fatto che le attuali rendite catastali, sulla base delle quali, attraverso una serie di coefficienti, si calcola il valore catastale degli immobili ai fini fiscali, sono totalmente disallineate rispetto ai valori di mercato.
Ecco perchè la Legge Delega del Governo è basata sulla netta distinzione tra "valore patrimoniale" dell’immobile e la sua "rendita catastale". Il primo sarà determinato partendo dai valori di mercato stabiliti dall’Omi e applicando correttivi di tipo statistico, in sostanza un algoritmo, che tengano conto della situazione dell’immobile. La seconda sarà invece calcolata partendo dai valori locativi annui espressi al metro quadrato e applicando una riduzione corrispondente alle spese di gestione dell’immobile, moltiplicando il valore per la superficie espressa in metri quadri.

Ma ciò porterà inevitabilmente ad un aumento considerevole della imposizione fiscale.
L’unica speranza, come già detto tempo fa dall’Agenzia del Territorio, è che la prospettiva della riforma del catasto sia pluriennale (visti anche i tempi lunghi necessari per definire le complesse funzioni statistiche e le innumerevoli rilevazioni puntuali sul territorio).

Ma la sensazione forte di questi giorni è che il governo voglia affrettare i tempi. Speriamo quindi che questa non sia l'ennesima stangata contro il mondo dell'edilizia ormai in disgrazia da tanto tempo.

Arch. Francesca Giara

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