I Parchi Nazionali sono zone costituite da aree terrestri, marine, fluviali, o lacustri che contengano uno o più ecosistemi intatti e/o una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche d'interesse nazionale o internazionale, per valori naturalistici, scientifici, culturali, estetici, educativi, tali da giustificare l'intervento dello Stato per la loro conservazione.

La ricchezza dei Parchi Nazionali ItalianiPer festeggiare i 90 anni del Parco Nazionale d'Abruzzo, del Lazio e Molise, è stata promossa una giornata di incontro e confronto sui Parchi, per riflettere sul valore delle aree protette, sul loro essere uno straordinario bene comune, una infrastruttura naturale e territoriale fondamentale per la conservazione della biodi­versità, per lo sviluppo locale e per la produzione rinnovabile di prodotti e servizi indispensabili alla vita e all'economia delle società.

Nei parchi nazionali italiani si genera il 3,2% della ricchezza prodotta nell'intero Paese, alla quale contribuisce l'agricoltura, che fa delle aree protette la propria terra d'elezione generandovi il 6,5% del valore aggiunto nazionale del settore. Senza contare il turismo, che nei territorio 'verdi' produce il 5,9% dell'intero valore aggiunto del settore.

Domenico Mauriello, responsabile del centro studi Unioncamere, ha fornito questi dati intervenendo il 5 ottobre scorso al convegno "La ricchezza dei Parchi - Beni comuni e green economy" organizzato a Pescasseroli per la giornata celebrativa. "Il nostro sistema nazionale delle aree protette - ha dichiarato - è non solo un inestimabile patrimonio naturale e territoriale, ma anche un fattore importante di promozione dello sviluppo locale".

In Italia ci sono 24 aree protette nazionali, che comprendono 527 comuni per una superficie di oltre 34 mila chilometri quadri, equivalenti all'estensione complessiva di Campania, Abruzzo e Molise. Un tesoro variegato fatto di 302 comuni montani, 159 municipalità collinari e 66 litoranee, in cui risiedono circa 3 milioni di abitanti.

La distribuzione territoriale delle aree naturali nazionali del Paese vede una prevalenza del Sud: dei 527 comuni delle aree parco, 386 appartengono al Mezzogiorno, a fronte dei 141 del Centro-Nord. Un dato che si riflette anche sulla distribuzione della popolazione delle aree protette nazionali: al Centro Nord vivono 775 mila abitanti, mentre al Sud ne risiedono circa 2 milioni 200 mila.

Sul fronte economico i parchi di rilevanza nazionale contano circa 332 mila unità locali, pari al 4,6% degli insediamenti produttivi del Paese. Si tratta di realtà dinamiche, cresciute del 12,7% contro l'11,9% nazionale nel decennio 2000-2011.

Le realtà imprenditoriali presenti nei parchi nazionali dimostrano una forte vocazione per le attività agricole e commerciali e una tendenza all'espansione del tessuto produttivo più significativa rispetto alla media nazionale. Alla ricchezza reale dei parchi nazionali da un contributo importante il settore del turismo.
Il sistema delle aree naturali protette, infatti, dimostra una maggiore capacità attrattiva turistica, con una densità di presenze turistiche di 7,4 contro le 6,2 del totale nazionale.

L'attenzione all'ambiente e al paesaggio si riflette anche sugli interventi in sostegno delle rinnovabili. E i risultati si vedono. I nostri parchi nazionali possono contare su oltre 16 mila impianti fotovoltaici, una rete di piccoli impianti che complessivamente producono 735 Gwh, generando una potenza procapite di 25 kwh. Una rete virtuosa in cui esercita un ruolo di primo piano il Mezzogiorno, con i parchi Asinara, Appennino Lucano e Alta Murgia, seguiti da La Majella e Gran Sasso.

Alessandra Agrimoni
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