Con riferimento alle linee programmatiche del Ministro per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC), illustrate a fine maggio dal ministro Massimo Bray, molto clamore positivo è emerso nei giorni successivi particolarmente in merito a: qualità dell'architettura e del paesaggio, tutela del paesaggio (in rapporto anche con le energie rinnovabili), tutela dei centri storici e salvaguardia del paesaggio anche con il contenimento dell'uso del suolo.

Sul tema della qualità dell'architettura il Ministro aveva precisato che "è indispensabile riprendere e approfondire il tema della qualità architettonica" ...perchè..."la qualità dell'architettura si lega strettamente, come è evidente, al tema della riqualificazione del tessuto urbano e, soprattutto, delle periferie di tante città italiane.
Il ministro continuava dicendo: "solo un profondo cambiamento del modo di pensare, progettare e dunque realizzare i nuovi interventi - che ponga al centro la qualità del costruire - può consentire il ridisegno di tante aree oggi degradate, brutte o, nella migliore delle ipotesi, amorfe, insignificanti, squallide, che avviliscono i nostri centri urbani e sono concausa di disagio sociale; solo la qualità del progetto architettonico potrà consentire di creare nuovo paesaggi urbani, che pongano le nostre reti urbane al livello delle più avanzate e vitali realtà metropolitane europee".

Immediata è stata la risposta positiva del Consiglio Nazionale degli Architetti che ha colto l'occasione per sollecitere il ministro Massimo Bray a far ripartire il progetto di legge sull'architettura sottoscritto, a suo tempo, da parlamentari dell'allora maggioranza e opposizione.

Dopo le recenti dichiarazioni ministeriali a favore della riqualificazione del territorio, infatti, gli architetti italiani hanno fortemente apprezzato l'intenzione di "realizzare un vero e proprio cambio di passo, volendo puntare sulla qualità del progetto architettonico e proponendo di bandire concorsi di progettazione per aprire, soprattutto nel settore pubblico, un mercato di fatto asfittico e riservato a pochi, promuovendo, così, anche le capacità dei giovani professionisti".

E ciò abbastanza in linea con quanto espresso da Massimo Bray, avendo esplicitamente dichiarato che: "E' contrario alle nuove costruzioni "vecchie", cioè a un modo di costruire che sembra rimasto agli anni '70 del secolo scorso; è contrario all'idea antiquata di una certa imprenditoria del mattone che pensa ancora nella logica del secolo scorso dell'edilizia di espansione - i palazzoni di sette piani in mezzo alla campagna - tutta centrata sul consumo di suolo agricolo verde, che non ha ancora capito che la priorità nel terzo millennio è quella di ricucire e rigenerare i già troppo ampi e dispersivi agglomerati urbani compromessi e degradati".

Sullo stesso fronte, poi, si ritrova anche la famosa Associazione Legambiente che in questi giorni ha lanciato una forte esortazione sulla "bellezza" come chiave per "immaginare un futuro oltre la crisi".
"La bellezza è la principale caratteristica che il mondo riconosce all’Italia...Il paesaggio, le città, la lotta all’abusivismo e al consumo di suolo, le opere pubbliche, l’ambiente: la bellezza deve essere la chiave di ogni politica per la crescita."

Arch. Maria Luisa Gottari

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