La sfida di ogni idea progettuale è sempre stata quella di riuscire a non sottostare a vincoli obsoleti, poco logici o troppo stringenti.

La progettazione di Villa grande in suolo piccoloE quando si interviee in ambiti già urbanizzati l'ambizione di forzare la mano è grande. Proprio come grande è stata la tenacia di intervenire in  Nuova Zelanda su un lotto edificabile di piccole dimensioni (250 mq. circa).
La villa neozelandese -progettata dall'architetto Simon Twose- dimostra che si può e si deve dialogare con le amministrazioni pubbliche al fine di far comprendere come accettare soluzioni architettoniche differenti da uno status quo predefinito.

Con tenacia, infatti, e dopo molti incontri con l’amministrazione locale, il progettista Simon Twose, questa volta fortemente spalleggiato dal suo cliente che era anche costruttore, è riuscito a ottenere una deroga alle norme vigenti, eludendo il vincolo di fabbricazione di residenze periferiche (molto simili tra loro) collocate al centro di lotti e sviluppate in altezza.

In questa vicenda, lo si evince anche dal risultato, forte è stata la collaborazione attiva del cliente/costruttore con il suo architetto: entrambi erano interessati evidentemente ad una sfida del "costruire".

Concettualmente la casa è stata sviluppata come una risposta attiva al contesto geologico ed estetico della città di Wellington, che sorge tra le ripide colline create dall’incontro  tra le placche tettoniche del Pacifico e dell’Australia. Questo ha determinato la decisione di usare pesanti elementi in calcestruzzo che sembrano essere creati e modellati per lo scopo.

Questo progetto, con un design contemporaneo che risponde alla tendenza estetica ultra-moderna del momento, si presenta con uno sviluppo spezzato ma avvolgente che riesce a dare ai fruitori una casa funzionale intorno ad una corte interna.
Gli stessi elementi pesanti in calcestruzzo (appoggiati o sospesi) sembrano essere stati disposti per creare un carapace esterno della casa a protezione dei momenti riservati alla privacy e al relax familiare.

Questa villa, poi, con un insolito mix di materiali e soluzioni, dove prevale l'uso di cemento e vetro in abbondanza, riesce ad avere un rapporto attivo e diretto anche con il paesaggio circpstante: le maestose pareti in vetro riescono a dare un flusso continuo di sensazioni oltre i limiti del sito, ma percepite all'interno di uno spazio unico.

 

Arch. Lorenzo Margiotta

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