Da diversi anni ci sono molti professionisti (in Europa) che sono impegnati in esemplari realizzazioni di architettura scolastica diversa dal solito.
Le scuole sono concepite come edifici in evoluzione, dove l’ambiente in cui si muovono gli studenti può contribuire in modo sostanziale a creare un impatto positivo e piacevole con l’insegnamento.

Si tratta di progettare, ormai, le scuole del futuro.

L’originalità delle proposte hanno evidenziato come importanza primaria proprio il contesto, dove avviene il processo vitale dell’educazione.
Ovviamente si parla di spazi, ma quali spazi?
Quale idonea metodologia di progettazione da utilizzare?

Molti esperti si sono cimentati in questo vasto tema sociale giungendo ad una conclusione: ridare senso ai luoghi. Ma come?
Con la "varietà". Una varietà che si possa leggere anche mediante elementi di discontinuità, mediante itinerari percettivi ed esperienziali, favorendo relazioni tra le parti, dare ad alcuni spazi anche un carattere informale per favorire la socializzazione.

Quindi spazi dove la libertà individuale trova la possibilità di combinarsi con gli altri in perfetta autonomia.
E' in sintesi il favorire una accentuata relazione psicologica degli studenti con gli spazi scolastici.

Ma in Italia sarà possibile questa evoluzione progettuale?
E' quanto sta tentando di fare l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (Indire), il più antico ente di ricerca del Ministero dell’Istruzione, con suggerimenti per una modalità diversa nel progettare le future scuole più vivibili, pedagogicamente attive e aperte alle nuove esigenze della vita in evoluzione degli studenti.

Ed è proprio il modello "1+4 spazi educativi per la scuola del terzo millennio" che Indire ha sviluppato negli ultimi anni per favorire il passaggio dalla scuola della società industriale alla scuola per la società della conoscenza.

“1” lo spazio di gruppo, l’ambiente di apprendimento polifunzionale del gruppo-classe, l’evoluzione dell’aula tradizionale che si apre alla scuola e al mondo. Un ambiente a spazi flessibili in continuità con gli altri ambienti della scuola.
“4” sono gli spazi della scuola complementari, e non più subordinati, agli ambienti della didattica quotidiana. Sono l’Agorà, lo spezio informale, l’area individuale e l’area per l’esplorazione.

Queste conclusioni, come riportate sul sito ufficiale dell'Indire, sono state sviluppate dal lavoro del Gruppo di Ricerca mediante l’analisi di casi di eccellenza a livello europeo, l’analisi delle politiche educative volte a promuovere spazi educativi innovativi, lo studio della normativa tecnica per l’edilizia scolastica, l’osservazione e la valorizzazione dei percorsi di ripensamento degli spazi promossi da scuole di avanguardia.

Arch. Maria Renova

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