A chi appartiene oggi la città? E in quanto cittadini quale futuro ci attende? Le grandi aree urbane in Italia si apprestano a diventare regioni metropolitane, ma quali strategie accompagnano tale fondamentale cambiamento di scala?

MUDEC – Museo delle Culture di Milano

I macro scenari che si profilano all’orizzonte aprono anche ad una rivalutazione dei microcosmi in cui ci si muove a livello domestico e quotidiano, mentre il rapporto periferia centro scompare dal nostro radar. Come meglio percepire, immaginare, e rappresentare le nuove dimensioni della metropoli nella quale vorremmo vivere?

Non si tratta soltanto di questioni di scala, ma soprattutto di qualità della vita, laddove per “qualità” si intende il livello democratico degli scambi tra diversi, le effettive opportunità di crescita e le potenzialità economiche e culturali per chi abita e frequenta le nostre città.

I cambiamenti in corso non sono sempre entusiasmanti: il degrado innegabile di aree interne e marginali delle città, il disagio delle periferie, l’eccessivo sfruttamento commerciale delle città d’arte, il mancato presidio del territorio, e l’inquinamento dei terreni in molte parti d’Italia possono trasformare le nostre città in un inferno ingovernabile e ingovernato. Ma uno sguardo progettuale più ampio ed interdisciplinare potrebbe aprire, in un momento di crisi, orizzonti del tutto inediti, fondati su una cultura ormai diffusa in varie parti del mondo di nuove ecologie urbane concepite a scale diverse e soprattutto a dimensione umana.

Come rifondare dunque la città, attraverso diversi paradigmi interpretativi, nuove ed integrate reti infrastrutturali che vedano una collaborazione progettuale tra pubblico e privato che non escluda i cittadini, governata da strategie a favore del bene comune?

La città dei cittadini vuole proporre un autentico scarto con il passato proponendo a tutti gli stakeholders della città, (dagli amministratori, ai progettisti, ai commercianti, agli investitori, agli abitanti) di guardare oltre, immaginando scenari che siano frutto di collaborazioni interdisciplinari e interculturali. Non si tratta di una visione ideologica tanto meno di ritorsioni nei confronti di un sapere tecnico o di azzeramento delle deleghe. La città dei cittadini vuole proporre una cultura del progetto che sia anche dialogo aperto sul futuro della città, e che possa comprendere l’energia che è in grado di generare l’interesse dei cittadini per il futuro delle metropoli.

Una progettazione quale processo pragmatico e democratico potrà suggerire ecologie per città “resilienti”, nata dalla conoscenza approfondita dei luoghi anche da parte di chi li abita e li attraversa quotidianamente. Strategie adattive al posto di tabule rase, nuovi metabolismi che mettano a sistema le risorse potenziali dei luoghi, paesaggi rigenerati attraverso la mobilità dolce, quartieri a tempi rallentati, una nuova centralità della città pubblica, luoghi d’incontro e di inclusione, la rigenerazione ecologica che restituisca ai cittadini beni comuni quali vie d’acqua e aree verdi.
Soltanto la città a misura dei cittadini potrà dare un senso rinnovato alle nostre metropoli diffuse, trasformandole in luoghi più ameni e sostenibili per chi li frequenta. Chi sono dunque gli attori del cambiamento e quali le tematiche e le priorità per il buon governo?

7-8 aprile, MUDEC – Museo delle Culture di Milano, via Tortona 56

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