I tragici eventi accaduti in Centro Italia dovrebbero spronare il governo a fare di più: non è sufficiente limitarsi agli importantissimi incentivi fiscali, o al Piano Casa Italia attualmente ancora da definire nei dettagli.
E' risaputo ormai che la vulnerabilità sismica di una costruzione può essere definita, in termini generali, come la sua suscettibilità ad essere danneggiata da un terremoto.

Bisogna quindi subito disciplinare e dare prioritaria attuazione al piano di prevenzione, come già da tempo previsto in uno studio nel cassetto del Ministero delle Infrastrutture, con la classificazione della vulnerabilità sismica degli edifici.
In pratica come è stato fatto per la classificazione energetica.

Va ricordato che nel 2003 veniva istituito un 'Fondo per Interventi Straordinari', a seguito ovviamente dei disastri causati anche da eventi sismici.

Nel 2004 il Presidente del Consiglio dei Ministri emanava una ordinanza con le modalità di attuazione del Fondo, insieme al primo programma temporale delle verifiche del patrimonio edilizio strategico e rilevante.

Alcune regioni si organizzavano in tal senso, e infatti, solo a scopo di esempio ricordo che nell'ottobre 2005 la Regione Basilicata stilava apposite Linee Guida per la esecuzione delle verifiche sugli edifici strategici e rilevanti, vista la necessità di ottenere risultati omogenei e confrontabili sul territorio regionale.

Va detto anche che alcune indicazioni precise erano già inserite nell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2004, successivamente integrate con altra Ordinanza del maggio 2005 come "Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica".

Ma è certo che ancora oggi siamo in attesa di una classificazione nazionale della vulnerabilità sismica degli edifici.

Di sicuro non si sottovaluta la estrema difficoltà (se non la impossibilità) di prevedere regole specifiche e dettagliate per tutti i casi esistenti, viste le diverse situazioni concrete riscontrabili sugli edifici esistenti; ma è quanto meno indispensabile che vengano date valutazioni specifiche, integrabili eventualmente (caso per caso) da valutazioni approfondite dei progettisti.

Non è più il caso di perdere altro tempo, dopo oltre dieci anni gli esperti, i tecnici, i professionisti qualificati, i politici, facciano il proprio dovere morale nei confronti del bene comune nazionale.

Arch. Lorenzo Margiotta

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