"La palazzina romana, durante il periodo che va dai primissimi anni Venti fino alla metà degli anni Quaranta del Novecento, si affermò quale tema architettonico preferito dalla committenza privata. Da quel tipo di "committenza illuminata" che intuiva la necessità e la convenienza a investire su nuovi modelli abitativi e sulla sperimentazione in campo architettonico.

Questo particolare tipo insediativo si colloca, per le sue caratteristiche estrinseche e intrinseche, a metà strada tra la tradizione e l’innovazione in campo abitativo, rispondendo perfettamente alle istanze del mercato del suo tempo. In tale contesto, il lavoro degli architetti che progettarono palazzine a Roma, consistette nel trasformare un’operazione di carattere prevalentemente tecnico ed economico, in un fatto architettonico.

L’architettura della palazzina, la ricerca sui nuovi modi dell’abitare, rappresentavano allora, la vera novità che non fu affatto operazione marginale. La palazzina romana d’autore si collocava (e si colloca tutt’oggi), nel novero delle opere d’arte. Ma, purtroppo, pur essendo un bene architettonico singolare, essa rischia di scomparire nel processo di marginalizzazione immobiliare, confusa nella tanta edilizia di scarsa qualità. La palazzina costituirà una vera anomalia nel panorama costruttivo d’Europa; forse vista con più curiosità fuori dall’Italia, più di quanto non fosse in patria".

Questa la sintesi dell'ampia considerazione che il prof. Alfredo Passeri ha sempre avuto nei confronti della tipica tipologia romana che è riuscita a diventare un modello convenzionale, e a volte anche stereotipo semplificato.
Utile, quindi, conoscere le palazzine romane d'autore del Novecento per salvarle e apprezzarne il loro valore, la loro qualità.

Il 25 febbraio, presso il Dipartimento di Architettura di Roma Tre, si terrà il convegno "La palazzina romana d'autore".
All'incontro saranno presenti, oltre ad Alfredo Passeri, professore a Roma Tre e autore del libro "Palazzine romane. valutazioni economiche e fattibilità del progetto di conservazione", l'architetto Paolo Portoghesi, l'architetto Francesco Cellini, l'architetto Franco Purini, lo storico Giorgio Ciucci, l'architetto Vieri Quilici.

Il convegno sarà suddiviso in due parti:
- Il tema della palazzina romana: autori, borghesi, palazzinari; coordina gli interventi Francesco Moschini,
- La palazzina, la città, i documenti, i materiali, le proposte; coordina gli interventi Alfredo Passeri.

L'incontro offrirà l'occasione di analizzare alcuni dei temi trattati in Palazzine romane. valutazioni economiche e fattibilità del progetto di conservazione, un'opera pluriennale costituita da materiali reperiti dagli studenti di Roma Tre, presso gli uffici del Comune di Roma. Una ricerca paziente, che ha portato alla luce i progetti delle palazzine presentati per le "licenze edilizie".
Il volume (che raccoglie schede tecniche delle palazzine, saggi, testimonianze e illustrazioni) racconta la storia dell'invenzione delle palazzine borghesi, nate a Roma e poi diffusosi in tutta Italia e all'estero, diventando un modello architettonico.

Ma Passeri non si limita solo a raccontare il passato e lancia un appello: le palazzine romane d'autore sono oggi, quasi tutte, in condizioni di profondo degrado. E non, ovviamente, per colpa degli architetti. Purtroppo le ragioni di tale degrado nascono da molto lontano ed è difficile imputare tale condizione solo agli attuali proprietari-possessori. Ma, proprio per questo, le palazzine debbono essere considerate un bene culturale (beni inclusivi) per la loro sostanziale e intima "qualità architettonica". Con tutte le implicazioni che ne conseguono.

25 febbraio 2014, alle ore 9:30
Dipartimento di Architettura di Roma Tre, Aula Adalberto Libera, Largo G.B. Marzi, 10.

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