La distanza di 10 metri tra pareti finestrate stabilita dal D.M. 1444/1968 è inderogabile e prevale anche sulle discipline regionali, sul Piano casa eventualmente difforme, sugli interventi di nuova costruzione, sui casi di costruzione di nuovi piani su un edifici preesistenti (soprelevazione), su innalzamenti di strutture al di sopra del livello normale.

E' stato quindi dichiarato legittimo il provvedimento del Comune Chioggia che aveva negato il rilascio del permesso di costruire per due ulteriori piani in sopraelevazione, pur rispetto all’edificio di stessa proprietà, nel caso di mancato rispetto delle distanze tra pareti finestrate imposte dagli artt. 8 e 9 del D.M. 1444/68.

La Seconda Sezione del TAR Veneto, infatti, con sentenza del 4 agosto scorso, ha precisato che il rispetto delle distanze imposte dal D.M. 1444/68, art. 9, è norma che trova comunque applicazione, nella specie in rapporto all'altezza di edifici frontistanti, "senza che assuma alcuna rilevanza l’eventuale unica proprietà dei due edifici", ivi compresa anche l’ipotesi di sopraelevazione.

Il TAR Veneto ha anche evidenziato che "non è consentito derogare a tali parametri neppure in occasione dell’applicazione della normativa sul "Piano Casa", essendo tali parametri imposti al fine di assicurare le condizioni di salubrità ed evitare la creazione di dannose intercapedini.

Ing. Enzo Ritto

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