Cementificazione e sviluppo selvaggio delle città continuano ad incombere sul territorio italiano. Lo confermano i dati del rapporto annuale Ambiente Italia stilato da Legambiente. In sintesi il rapporto afferma che in Italia vengono consumati mediamente oltre 500 chilometri quadrati di territorio all’anno. Eppure c'è chi ancora non può permettersi di acquistare una abitazione. Negli ultimi 15 anni, "il consumo di suolo è cresciuto in modo abnorme e incontrollato e la realtà fisica dell’Italia è ormai composta da informi fenomeni insediativi" spiega il rapporto annuale.

La crescita dissennata della cittaLa crescita di superfici urbanizzate è monitorata da Legambiente e dall’Istituto nazionale di urbanistica attraverso il Centro di ricerca sui consumi di suolo, con il supporto scientifico del Dipartimento di architettura e pianificazione del Politecnico di Milano. Nel 2010 la Lombardia era in testa con il 14% di superfici artificiali sul totale della sua estensione, il Veneto con l’11%, la Campania con il 10,7%, il Lazio e l’Emilia Romagna con il 9%. Se queste regioni sono sovraccariche di edilizia, Molise, Puglia e Basilicata, pur conservando un forte carattere rurale, stanno conoscendo dinamiche di crescita particolarmente accelerata delle superfici urbanizzate.

Il problema non è solo italiano. La Commissione europea conferma che il Belpaese è nella media dei principali stati Ue. Quello che complica la situazione sono certi meccanismi di sviluppo, come la crescita di periferie senza un progetto metropolitano e ambientale, di trasporto pubblico e di servizi. Senza considerare la "produzione dissennata di seconde case" che ha cementificato ultimi lembi di costa e zone a rischio idrogeologico.

Occorrono "precise normative di tutela e con limiti alla crescita urbana, ma anche con la realizzazione di edilizia pubblica per chi ne ha veramente bisogno e interventi di riqualificazione e densificazione urbana" - sottolinea il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - "esattamente il contrario di quanto adottato nell'ultimo decreto Milleproroghe".
Dati positivi dal rapporto giungono per il settore energetico, dove continua la riduzione dei consumi delle materie prime, e nella tutela delle risorse naturali. L’estensione delle foreste nel 2010 raggiunge  i 9.149 mila ettari mentre nel 2005 erano 8.759.
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