La Città Nuova è il titolo di un progetto espositivo triennale che accompagnerà la città di Como alla scadenza della Esposizione Internazionale di Milano nel 2015.

La citta nuova oltre sant EliaÈ il titolo scelto da Antonio Sant’Elia nel 1914 (quindi l’anno prossimo sarà il centenario della mostra di Nuove Tendenze a Milano) per le sue visioni di una città futura. Ma è anche il tema di una riflessione che Como vuole proporre sulla identità contemporanea della città, sulla sua fisionomia all’inizio del ventunesimo secolo, sulle aspettative, i problemi, gli obiettivi, che essa oggi propone.

In contemporanea, una sezione allestita nella Pinacoteca Civica presenterà 50 disegni di Antonio Sant’Elia di proprietà del Comune di Como, da anni inaccessibili al grande pubblico.

Sappiamo bene che la stagione delle "visioni" si è ormai esaurita. Non è più tempo di invenzioni fantastiche che cerchino di dare forma a un futuro atteso o desiderato. Appare oggi molto più importante ragionare su come poter trasformare la situazione esistente; approfittare dei continui cambiamenti delle funzioni e delle necessità per innescare limitati cambiamenti capaci di riciclare luoghi e edifici apparentemente destinati alla decadenza.

È tempo ormai di prendere atto che il consumo di suolo ha ormai esaurito le possibilità di sviluppo degli insediamenti urbani e che la città va oggi ripensata all’interno dei suoi confine fisici esistenti. Questo vale nelle grandi megalopoli dell’Asia e dell’Amercia latina, dove l’obiettivo primario è quello di "urbanizzare" le periferie spontanee, gli "slums" o le "favelas" di oggi.

In termini generali, la sfida che queste problematiche propongono è quella appassionante di trovare risposte aggiornate alle domande su cosa sia oggi la città, quali compiti le debbano essere assegnati, come possano articolarsi gli spazi pubblici e private in funzione delle forme di vita del nostro tempo, che significato possano assumere gli spazi pubblici, non solo per favorire lo scorrere del traffico, ma per dare un senso alla vita di tutti i giorni.

Gli architetti e gli urbanisti più aggiornati e più avveduti hanno individuate proprio queste tematiche come il nuovo centro del loro lavoro. Ma anche gli artisti visivi, i fotografi e gli autori di cinema hanno individuate nella città e negli spazi della vita quotidiana un tema cruciale delle loro sperimentazioni artistiche.

Dopo la mostra inaugurale del 2013, che percorrerà la vicenda storica dell’urbanistica visionaria del novecento, le prossime due mostre muoveranno i loro passi dal punto di vista del ventunesimo secolo appena iniziato. Ne saranno i protagonisti i due grandi temi qui sopra delineati: la città e lo spazio privato della vita quotidiana.

Non le città sognate dalle neoavanguardie del novecento, ma le città reali (compreso la stessa Como) e i processi in corso della loro trasformazione, le microutopie attivate in tante periferie del mondo, i progetti che le arti contemporanee sanno mettere in opera per trasformare l’esperienza quotidiana della città e dei suoi spazi.

La terza tappa si occuperà, in sintesi, dell’abitare: delle famiglie e dello spazio domestico, della struttura sociale, dei luoghi di aggregazione e di isolamento, chiedendo agli artisti (di tutte le discipline) di dare vita a una mostra "abitabile", a una grande esposizione sull’abitare nel ventunesimo secolo.

Como - Villa Olmo, 24 marzo - 14 luglio 2013
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