A questa ed altre domande varie città del mondo stanno rispondendo con differenti iniziative per contrapporre qualità della vita al traffico stradale insostenibile, alle polveri sottili, al consumo di suolo e alla crescita urbana incontrollata.

Ma la città, termine latino che deriva da civitas (cioè lo status giuridico della cittadinanza romana che veniva dato alle comunità confluenti in insediamento urbano), nel suo concetto più astratto dovrebbe individuarsi come l'agglomerato sociale di più individui e non come primaria rete infrastrutturale di viabilità stradale.

Ci si deve ormai porre l'obiettivo di restituire la città ai cittadini. Gli architetti e gli urbanisti devono affrontare seriamente questa nuova sfida epocale.

Nella maggior parte delle città del mondo, fortunatamente, si inizia ad attuare una vera politica urbana di cambiamenti, all’insegna di una vita più salubre e più verde.
Si parla, infatti, sempre più spesso (con primi esempi realizzati) di Smart City, la città intelligente che dovrebbe attuare strategie di pianificazione urbanistica tese all'ottimizzazione e all'innovazione dei servizi pubblici grazie all'impiego diffuso delle nuove tecnologie della comunicazione, della mobilità, dell'ambiente e dell'efficienza energetica.

Ma è proprio questo, o soltanto questo, l'obiettivo del nostro futuro urbano?
Sicuramente no, visto che ci si dimentica sempre di aver ricevuto dal passato un ambiente sicuramente più vivibile, più verde, e... "paesaggisticamente corretto".

Si parla ormai quotidianamente di mobilità intelligente, ma le infrastrutture dedicate a ciclisti e pedoni non sono sufficienti, né valorizzate. In verità alcune città hanno iniziato ad invertire questa tendenza come Pittsburgh, in Pennsylvania e Charleston, in South Carolina, dove recentemente alcune infrastrutture per automobili sono state trasformate in infrastrutture per ciclisti e pedoni.

Ma le società produttrici di veicoli si indirizzano, ovviamente, verso altre mete: Sistemi intelligenti di gestione e controllo del traffico, strade con innovativi sistemi di comunicazione, dispositivi intelligenti capaci di comunicare con i veicoli elettrici, e addirittura veicoli in grado di muoversi automaticamente senza stress per il guidatore.

Fortunatamente alcune città europee, come Stoccolma, hanno adottato o stanno per adottare strategie volte alla riduzione dell’uso dell’automobile per lo spostamento in città.

L’amministrazione comunale di Amburgo ad esempio, seconda città più popolosa della Germania, ha elaborato un progetto ecosostenibile per la realizzazione di un sistema di verde pubblico costituito da assi paesaggistici (corrodoi verdi che si sviluppano a raggiera) e due anelli verdi (percorribili sia a piedi che in bici) completati da aree strategiche come parchi e zone ricreative urbane.
Tutto questo sistema di fasce verdi darà al cittadino la possibilità di riappropriarsi della natura in città.

Tutte le principali città europee, Italia inclusa, dovrebbero fare grandi sforzi per una vera tutela ambientale e riuscire a restituire alla città la propria identità di aggregato urbano a misura d’uomo.

Purtroppo i nostri esempi sono alquanto lontani da veri obiettivi sociali. Se prendiamo in considerazione le grandi opere che si stanno attuando (vedasi Milano e Torino) con ingenti investimenti economici, ci accorgiamo che le grandi aree di riqualificazione urbana hanno il verde come emblema di marketing ma quartieri di lusso come obiettivo primario.

Arch. Lorenzo Margiotta

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