Sono presentati i progetti selezionati per la terza edizione della mostra sull’abitare sostenibile e sulla rigenerazione urbana, organizzata dall’Associazione Mecenate 90, presso il MACRO-Testaccio a Roma, fino al 20 ottobre prossimo.

Foto dal Post di Costruireleggero

Il bando-consulto informale dei professionisti che operano nel mondo dell’architettura sui temi dell’abitare sostenibile e della rigenerazione urbana prevedeva l’ideazione di ECO_LUOGHI per l’abitare sostenibile su due le linee progettuali:
- CASE PER UN ABITARE SOSTENIBILE - allo scopo di stimolare la riqualificazione architettonica e ambientale dei territori italiani, promuovere uno sviluppo sostenibile e riconnettere l’architettura con i paesaggi.
- PROGETTI DI RIGENERAZIONE URBANA- allo scopo di stimolare la riqualificazione architettonica e ambientale delle città e dei territori italiani per contenere il consumo di suolo e prevenire i danni ambientali.

La Giuria esaminatrice ha apprezzato le varie proposte perché offrono un quadro interessante ed articolato delle risposte ai quesiti posti alla base del consulto tra ingegneri e architetti.

Si è rivelato ancora una volta un confronto di grande utilità per misurare il grado di consapevolezza raggiunto nella ricerca progettuale sul ruolo strategico che i temi ambientali possono e debbono assumere per la costruzione di un abitare sostenibile nel delicato, prezioso e fragile territorio italiano.

“Nei progetti premiati in entrambe le linee – ha dichiarato la Giuria - si affronta il tema di come l’architettura possa assicurare un nuovo più efficiente metabolismo dei molteplici cicli del funzionamento urbano nella vita delle città e dei territori con attenzione alle varie identità dei diversi contesti paesaggistici.
Sono sperimentazioni che hanno richiesto, anche nelle progettazioni puntuali, l’individuazione di visioni d’insieme cui non si perviene con la sola chiave delle varie tecnologie da applicare.
Soprattutto, come oggi invece tende ad avvenire, affrontando in modo settoriale le diverse categorie di problemi posti da una nuova consapevolezza ecologica.
Al centro delle scelte appare determinante la capacità di alimentare i processi di coevoluzione tra natura ed artificio, da generare anche con la creazione di inedite componenti polimateriche dei territori, dove sia la produzione di nuovi manufatti sia l’intervento sull’esistente – come in diverse proposte presentate – si misura con l’obiettivo di concorrere, in una ibridazione di vuoti e pieni, di costruzione e suolo, a generare un nuovo paesaggio, riqualificato per mezzo dell’intreccio fertile tra le diverse risorse e “materiali”, resi - il più possibile - tutti attivi e partecipi dei cicli maggiormente efficienti dell’energia (produzione e scarto) e del loro consumo".

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