Le Soprintendenze sono in Italia organi periferici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali regolati dal Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di "Codice dei beni culturali e del paesaggio" con compiti in ambito territoriale in materia di beni culturali, paesaggistici, museali, archivistici ed affini.

La Soprintendenza ai Beni Archeologici di Roma e acefalaCome mai, allora, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Roma, la più importante d'Italia e probabilmente del mondo, è ferma per la mancanza del soprintendente?

Il novello ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, non sa che per tutelare, gestire e operare bene si deve avere sempre un vertice alla guida di Enti di primaria importanza?
Non sa che i Beni storici, architettonici ed archeologici di Roma (e suo hinterland) sono i più conosciuti ed apprezzati dai turisti italiani e stranieri?

Le soprintendenze specifiche sono infatti dirette da un Soprintendente che ha la responsabilità delle azioni di tutela ed è coadiuvato da un ufficio, che può avere gradi di complessità differenti a seconda del peso dell'oggetto di tutela.

Ma la S. archeologica di Roma è in stallo già da parecchio tempo: prima l'attività era bloccata per mancanza di fondi, poi è intervenuta la mancanza di personale amministrativo a renderne praticamente immobili le pratiche (manca ancora il presidente del Consiglio di Amministrazione), ora manca addirittura proprio il soprintendente.

Eppure il ministro Lorenzo Ornaghi aveva iniziato il suo mandato con dichiarazioni forti e di grande impatto: "La cultura deve essere uno strumento per uscire da questa crisi". "La cultura è vitale – aveva affermato – quando produce visioni culturali, la sua debolezza è fonte della debolezza della politica”.
Ma la realtà è forse ben diversa se addirittura i 600 dipendenti della soprintendenza romana hanno dovuto scrivere una lunga lettera al Ministro dei Beni Culturali denunciando la paralisi delle attività, non solo amministrative ma anche di manutenzione delle strutture tutelate, e l'impossibilità di fornire ancora i servizi ai visitatori. E' il rischio di dover chiudere al pubblico tutti i siti archeologici di Roma e di Ostia Antica.

Che bel ritorno di immagine nei confronti delle migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo che ogni giorno desiderano ammirare le bellezze uniche del nostro Paese.

Il Ministero, e quindi il suo Ministro, dovrebbe salvaguardare e valorizzare il patrimonio esistente, ma anche indirizzarsi verso tutte quelle forme e occasioni di promozione e sviluppo di attività culturali necessarie a diffondere i valori dei beni italiani.

Proviamo grande meraviglia, quindi, nel constatare che anche il ministro Ornaghi (che non è un politico) non riesca a sbloccare subito questa situazione incresciosa.
Siamo sicuri che anche Lorenzo Ornaghi sia convinto di poter affermare che la cultura vada trattata come una occasione di crescita civile ed economica.

Lo avrebbe dimostrato anche nella strana vicenda dell'operazione Colosseo, da lui stesso indicata "come valore paradigmatico per il diverso modello di sviluppo del sistema Paese nel campo del patrimonio".
Forse anche grazie alla sua autorevole opinione l'Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ha dichiarato che la sponsorizzazione di Della Valle (per procedere agli indispensabili lavori di restauro del Colosseo) "non appare in contrasto con i principi di legalità, buon andamento e trasparenza dell'azione amministrativa", proprio perché, trattandosi di sponsorizzazione, "non trova applicazione la normativa sugli appalti di lavori pubblici".

Allora come si spiega quest'altra anomalia nel sistema di salvaguardia dei beni archeologici di Roma?

Arch. Lorenzo Margiotta
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