Dopo i numerosi dubbi interpretativi e i vari quesiti richiesti al Governo, è giunta finalmente una "Nota esplicativa" del Ministro per la Semplificazione Normativa (Roberto Calderoli) che ha confermato anche all'edilizia l'applicazione delle ultime disposizioni legislative in merito alle procedure per iniziare una nuova attività produttiva.

La SCIA e operativaCom'è noto, infatti, l'articolo 49, comma 4-bis del Decreto Legge 31 maggio 2010 n.78, convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 luglio 2010, n.122, ha introdotto la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) che sostituisce integralmente la disciplina della Dichiarazione di Inizio Attività (DIA).

Tale riforma, rispondendo ad una logica di riduzione degli oneri amministrativi, consente ormai di intraprendere un'attività economica sin dalla data di presentazione di una mera segnalazione all'amministrazione pubblica competente.

Con la SCIA, quindi, è possibile iniziare l'attività immediatamente e senza necessità di attendere la scadenza di alcun termine.

Il Ministro Calderoli ha esplicitato i chiarimenti suddetti rifacendosi anche al dossier di documentazione predisposto dal Servizio Studi del Senato che suggerisce la seguente lettura della disposizione: "La norma ha anche un profilo abrogativo della normativa statale difforme, per cui si deve intendere che ad essa va ricondotta anche la denincia di inizio attività edilizia, disciplinata dagli articoli 22 e 23 del DPR n. 380/2001".

Pertanto ci dobbiamo convincere che l'art.49 comma 4-ter introduce, a far data dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge n. 78 del 2010, un meccanismo di sostituzione automatica della disciplina della SCIA a quella della Dia, anche in ambito edilizio.

Con questa nuova normativa, quindi, risulta possibile l’inizio dei lavori nel giorno stesso della segnalazione all’amministrazione preposta. Non si dovranno più attendere i 30 giorni previsti dalla precedente disciplina della Dia, che davano all'Ente preposto la possibilità di effettuare i doverosi controlli amministrativi.
Ovviamente resta fermo l'obbligo  dell'Amminitstrazine interessata di effettuare verifiche in corso d’opera.

Infatti, solo nel caso in cui venisse accertata una carenza di requisiti o di documentazione presentata, l’Amministrazione potrà adottare i provvedimenti necessari, e anche di divieto, entro i 60 giorni successivi al ricevimento della segnalazione certificata di inizio attività.
E soltanto dopo questo termine perentorio varrà la regola di un cosiddetto silenzio-assenso (il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda), a meno che non ci si trovi in casi di rischio per danni gravi e irreparabili al patrimonio artistico e culturale, all’ambiente, alla salute e alla pubblica incolumità.

Per i privati sarà sicuramente un'idea avvincente di accelerazione delle procedure, ma non certamente per i singoli professionisti, perchè aumenta le responsabilità dei tecnici certificatori in quanto le opere iniziano subito e potrebbero essere terminate sostanzialmente senza ulteriori controlli.
Va sempre ricordato, infatti, che l'interessato deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti e in caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni il dichiarante è punito con le sanzioni previste dal codice penale.

Arch. Lorenzo Margiotta
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