Con il via libera del Senato anche i crediti vantati dai vari professionisti verso la pubblica amministrazione si affiancano a pieno titolo a quelli per somministrazioni, forniture e appalti pubblici.

In realtà si è atteso anche troppo, dopo l'approvazione della Camera, ma tantè è bene quel che finisce bene, visto che tra le risicate modifiche è stata inserita anche quella che sembrava ovvia e perfettamente legittima: i debiti della P.A. non potevano essere saldati solo alle aziende.

Anche il Consiglio Nazionale degli Architetti plaude al via libera del Senato al decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, recante disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali.

"Un grazie particolare - sottolineano gli architetti italiani - va ai due relatori del provvedimento, i Senatori D'Alì e Santini, per aver inserito nel testo anche le prestazioni professionali nell'elenco dei debiti che le PA devono onorare. Gli architetti, infatti, stanno soffrendo, quanto o più delle imprese, lo scandalo dei ritardati o mai avvenuti pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni che stanno strozzando migliaia di professionisti e le loro famiglie, già colpite duramente dalla crisi".

"Per quanto poi ci compete - conclude la nota del Consiglio Nazionale Architetti - siamo pronti a creare in accordo con il Governo un sistema di monitoraggio sul reale procedere dei pagamenti, in relazione alle risorse messe a disposizione".

Maria Zenoli

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