Anche l'Università di Firenze, Dipartimento di Architettura (DIDA), ha organizzato un master di II livello con l'intento di formare e aggiornare figure professionali altamente qualificate che si occupino di progettazione e gestione degli spazi urbani legati alla nozione della cosidetta 'smart city'.

Il master di Firenze (di alto livello qualitatitvo) affronta ovviamente le varie tematiche della città contemporanea, cosidetta 'città intelligente': Smart City e città pubblica; Forme, strutture e paradigmi della città sostenibile; Le reti delle
comunicazioni materiali e immateriali; Ecologia e paesaggio; Spazi pubblici: architettura e creatività urbana; Città sostenibile e inclusiva; Amministrare la Smart City; Gestione urbana e implementazione dei progetti.

Sono tutti aspetti teorici, metodologici e applicativi, legati al termine Smart City, ma... come si diceva una volta, sorge spontanea la domanda: la smart city è una realtà socio-politica?, è una inevitabile invenzione urbanistica?

Numerosi sono stati, infatti, i momenti di diffusione comunicativa che hanno affrontato i vari temi della dimensione urbana contemporanea (seminari, conferenze, laboratori, workshop progettuali) e molto si è dibattuto tra welfare e interventi pubblici, tra progettualità e sostenibilità, tra integrazione culturale e tecnologia connessa.

Vienna 1858
Vienna 1873

Di sicuro, almeno negli ultimi 40 anni, è cambiata la percezione dell'utilità dei vecchi Piani Regolatori Urbanistici perchè è cambiata la dimensione degli agglomerati urbani, ma ancor di più perchè sono cambiate le implicazioni sociali e politiche di una città.
Si sono modificate, infatti, negli ultimi anni le organizzazioni degli spazi pubblici, le armature tecnologiche e infrastrutturali, le relazioni umane (materiali e immateriali).
È quindi proprio la società, insieme alla tecnologia, l’elemento fondante delle Smart Cities? Se così fosse, si deve perciò parlare di una progettualità del futuro perchè le avanguardie tecnologiche ci fanno già prevedere la nuova città digitale futuribile.

Questo nuovo processo urbano, quindi, come lo si voglia definire, deve inevitabilmente aggiornarsi sugli ultimi esempi di 'governance' e competenza amministrativa, sui piani strategici infrastrutturali, sui procedimenti da adottare in funzione dell'impatto sociale, sulla costruzione di una progettualità integrata che consenta anche uno sviluppo economico indispensabile per la vita di ogni singolo cittadino.

Arch. Lorenzo Margiotta

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