A Rio+20, il summit delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile in programma nel giugno prossimo a Rio de Janeiro, ci sarà anche la presenza della delegazione della Santa Sede.
Sulle pagine dell'Osservatore Romano sono stati riportati gli obiettivi di base spiegati da monsignor Ettore Balestrero, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati, che mercoledì scorso era intervenuto alla giornata di riflessione organizzata dalla Pontificia Università Lateranense in vista della conferenza promossa dall'Onu a vent'anni esatti dal vertice ambientale - il cosiddetto Earth Summit - che si svolse nel 1992 nella stessa città brasiliana.

La Green economy alla Conferenza Rio+20Queste le parole di mons. Balestero: "Ridefinire un nuovo modello di sviluppo sulla base dei principi della dottrina sociale della Chiesa. Coniugare 'sviluppo sostenibile' e 'sviluppo umano integrale' a partire dalla consapevolezza che ogni decisione economica ha un valore morale. Declinare il concetto di green economy in modo inclusivo, orientandolo più chiaramente allo sradicamento della povertà e alla promozione della pace e della solidarietà".

Rio +20 deve infatti ripensare ad un approccio radicalmente nuovo per l'innovazione. E' urgente e necessario garantire lo sviluppo della green economy.
E la prossima Conferenza internazionale è un'occasione d'oro per valorizzare il ruolo che scienza, tecnologia e innovazione possono giocare nella costruzione di un'economia ecologicamente sostenibile e socialmente equa a livello globale.

"La Santa Sede guarda e partecipa con molto interesse, ha rilevato mons. Balestrero, rilevando come negli ultimi quarant'anni i grandi consessi internazionali dedicati alla questione ecologica abbiano fornito significativi contributi per una migliore comprensione del concetto di sviluppo sostenibile: crescita economica, protezione dell'ambiente, promozione del benessere sociale.
"Si registra oramai — ha notato in proposito Balestrero — un consenso unanime sul fatto che la tutela dell'ambiente passa per il miglioramento della vita dei popoli e, viceversa, il degrado ambientale e il sottosviluppo sono temi tra loro fortemente indipendenti e vanno affrontati congiuntamente in maniera responsabile e solidale".

Anche la Prof. Melissa Leach, direttrice del Centro ESRC STEPS (Economic Social Research Council), condivide tale impostazione: "Stiamo spingendo contro i confini planetari che sono vicini a un punto di rottura. Scienza, tecnologia e innovazione possono contribuire ad evitare danni catastrofici ambientali e di sviluppo."

La partecipazione della Santa Sede al percorso indicato dai summit ambientali mondiali, quindi, non è motivata dalla volontà di offrire soluzioni tecniche.
Anche perchè, ha puntualizzato Ballestero, "ciò che tocca la dignità dell'uomo e dei popoli non può ridursi a un problema tecnico ma va affrontato a partire dalla nostra comprensione dell'essere umano e delle sue relazioni con le altre persone, con l'intera creazione e con Dio".
Non a caso, si legge in una nota su adncronos.com "uno dei principali risultati ottenuti dalla delegazione che vent'anni fa prese parte al primo vertice nella città brasiliana fu quello di far inserire nella Dichiarazione di Rio su ambiente e sviluppo il riconoscimento della centralità dell'essere umano. Principio che va ritenuto la bussola di ogni autentico sviluppo sostenibile."

Eleonora Tamari
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