E’ iniziato il 2018, anno nuovo per una “città laboratorio”. Prato vuole affrontare le sfide del futuro riconfermando un percorso partecipativo veramente efficace già avviato mesi fa con architetti, professionisti, associazioni, insegnanti e cittadini.
Ci si prepara a scrivere un Piano Operativo capace di accogliere gli spunti e le idee più innovative degli architetti e degli esperti per dare sostanza a una visione centrata sulle pratiche di riuso e sulla ridefinizione del tema ambientale.

È infatti da qualche tempo che la città di Prato ha messo in evidenza la volontà di insistere sulle dinamiche progettuali e sulle idee innovative., come recentemente dimostrato da:
• l’inaugurazione del nuovo Centro Pecci per l’arte contemporanea, con l’ampliamento firmato NIO architecten, nell’ottobre 2016 (www.centropecci.it);
• il concorso internazionale in due fasi per il Parco Centrale di Prato (www.pppprato.it), lanciato all’inizio del 2016, che ha visto la partecipazione di 230 gruppi di progettisti da tutto il mondo, per un totale di oltre 2.000 progettisti, e il cui progetto vincitore è firmato da OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi con Michel Desvigne Paysagiste;
• il nuovo Parco fluviale del Bisenzio (www.riversibility.comune.prato.it), il cui progetto, dedicato alla promozione di uno stile di vita sano, è esito di un percorso partecipativo della durata di 3 mesi, aperto ai cittadini e alle associazioni locali, che ha visto oltre 700 partecipanti confrontarsi con il progetto sviluppato dall’Amministrazione per la stesura del livello progettuale di dettaglio;
• il Piano di Innovazione Urbana (PIU), selezionato al primo posto del bando regionale toscano e destinatario di oltre 6.000.000 di euro di finanziamento che, insieme ai 2 milioni di euro messi dall’Amministrazione Comunale,
serviranno a realizzare una serie di opere pubbliche all’interno del Macrolotto Zero, l’area che un tempo rappresentava uno dei distretti produttivi della città e che nelle strategie future viene immaginato come distretto creativo dell’area metropolitana tra Firenze, Prato e Pistoia.

Riuso e rigenerazione urbana

La visione descritta dal Comune di Prato nel corso degli ultimi anni è basata su caratteristiche che appartengono alla cittadinanza pratese e che si ritrovano nel tessuto stesso della città.
Si percepisce che il ‘riuso’ è profondamente radicato nella mentalità cittadina e imprenditoriale. E’ la stessa logica che ispira le prospettive di rigenerazione urbana che hanno portato Prato a far parte, all’interno della European Urban Agenda, del gruppo che sta sviluppando proposte e strategie sull’economia circolare, con il riuso delle aree urbane.
E tra tutte le opportunità di riuso spicca il caso del Macrolotto 0, l’area che un tempo rappresentava uno dei distretti produttivi della città e che oggi è nota anche per la forte presenza della comunità cinese.
Qui il Comune ha concepito il cuore di un distretto creativo di area vasta, idealmente esteso fino a coinvolgere Firenze.
L’Amministrazione vi sta realizzando alcune funzioni pubbliche: la biblioteca con il co-working, il mercato coperto e il playground, che contribuiranno a far nascere il distretto creativo.

Si tratta di circa un ettaro di spazi risultati dall’acquisizione d’immobili in disuso da coniugare con la realizzazione di servizi di connettività digitale.
Così Prato diventerà capace non solo di ridefinire la propria produzione manifatturiera ma, soprattutto, di sperimentare soluzioni e servizi che, affidandosi alle nuove tecnologie, le permetteranno di avviare nuove dinamiche economiche e culturali.

La città di Prato è una delle cinque città italiane, insieme a Milano, l’Aquila, Matera e Bari, scelte dal Ministero dello sviluppo Economico, per la realizzazione della sperimentazione sulla tecnologia 5G che permetterà, una volta diffusa su larga scala, di migliorare il sistema di assistenza alla salute, ottimizzare la distribuzione dell’energia elettrica e garantire ai cittadini una maggiore sicurezza, grazie a sistemi di videosorveglianza e di viabilità intelligente.

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