Le case passive (passivhaus secondo il termine originale di lingua tedesca, passive house in lingua inglese) sono costruzioni passive che coprono la maggior parte del loro fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento ambientale interno ricorrendo a dispositivi passivi.
Una casa passiva è dunque un'abitazione che assicura il benessere termico senza o con una minima fonte energetica di riscaldamento interna all'edificio oppure senza alcun impianto di riscaldamento "convenzionale", ossia caldaia e termosifoni o sistemi analoghi.

La casa passiva tedescasa

La casa è detta "passiva" perché la somma degli apporti passivi di calore dell'irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente all'edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell'involucro durante la stagione fredda.

Un sistema di guadagno passivo, infatti, è un dispositivo per il riscaldamento ambientale ed è classificabile come "passivo" quando riesce a riscaldare l'edificio che ne è dotato non richiedendo forniture energetiche esterne.
Anche un dispositivo di raffrescamento ambientale può sempre essere definito passivo (anche se abbisognevole di pompe, ventilatori od altri apparecchi ausiliari) purché non faccia ricorso a cicli frigoriferi.

Nate in Svezia, le Case Passive si sono diffuse principalmente nei paesi nord-europei, ma anche in Italia sono ormai tante le esperienze su tutta l'area nazionale.
Ora però si deve parlare ormai di Aktivhaus, la casa attiva tedesca denominata "B10" dal nome abbreviato dell'indirizzo Bruckmannweg 10, nel quartiere di Weissenhof a Stoccarda.

foto: Zooey Braun

La tenuta Weissenhof di Stoccarda è una delle icone della modernità: i grandi architetti dell'epoca - tra cui Ludwig Mies van der Rohe, Le Corbusier e Walter Gropius - presentarono nel 1927 le loro idee di costruzione moderna all'esposizione internazionale di architettura, realizzando sulle colline Killesberg di Stoccarda, le nuove soluzioni abitative del famoso centro residenziale Weissenhof, dimostrando come si potesse costruire pensando a un vivere del futuro.

Parti del Weissenhof furono distrutte durante la guerra e ricostruite successivamente - con l'eccezione di un appezzamento di terreno in Bruckmannweg, rimastò inutilizzato dal 1945. E qui, l'architetto Werner Sobek di Stoccarda sta svolgendo il "B10", un nuovo progetto di ricerca (durerà tre anni) che dovrà dimostrare come materiali innovativi, costruzioni e tecnologie sostenibili possano migliorare la nostra architettura abitativa.

foto: Zooey Braun

Il B10, infatti, è una parte del progetto di ricerca più ampio, finanziato dal governo federale tedesco, che ha l'intento di monitorare un sofisticato concetto di energia e di un sistema di controllo-edificio con autoapprendimento sviluppato sulla casa progettata da Le Corbusier, adeguatamente modificata per generare (da fonti sostenibili) il doppio dell'energia necessaria alla stessa, tanto da poter ricaricare anche due auto elettriche, due biciclette e una casa accanto.

Il sistema di gestione intelligente dell'energia è controllato tramite smartphone o tablet: si può riscaldare l'ambiente prima del rientro a casa, accendere o spegnere luci, gestire la ricarica dell'auto. Di notte, pannelli isolanti rotolano giù per coprire il vetro delle ampie vetrate ed evitare sprechi di energia.

Arch. Maria Luisa Gottari

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