Aumentano gli stimoli monetari a sostegno dell'economia, ma le banche italiane sono ingessate: pensando solo a ripianificare loro stesse, non facilitano l'erogazione di mutui e prestiti.

I dati recenti, che ricorrono sulle varie testate giornalistiche, fanno pensare ad una impennata numerica di elargizione di mutui immobiliari, ma invece sono succubi delle numerosissime surroghe di mutui già erogati precedentemente.

E Mario Draghi, Presidente della Banca centrale europea (Bce), consapevole del ruolo fondamentale che giocano le banche nello scenario economico attuale, fa pressione sugli istituti di credito italiani perchè attuino una maggiore disponibilità economica verso imprese e famiglie.

Nel corso dell’ultima riunione sulla politica monetaria del 2015, la Bce ha rilanciato la sua lotta alla deflazione strisciante dell'Eurozona concentrando gli sforzi, in particolare, sulla remunerazione dei depositi che gli istituti detengono presso la banca centrale.
Già da tempo in territorio negativo (-0,2%), è stata portata a -0,3 per cento proprio per contrastare, infatti, il basso investimento delle banche verso mutui e prestiti e così indurle ad una maggiore propensione a far circolare il danaro.
E' un ulteriore disincentivo agli operatori finanziari che preferiscono 'parcheggiare' la loro liquidità presso la Bce per spingere le banche a fare credito e quindi favorire la ripresa economica.

Arch. Lorenzo Margiotta

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