"L’Italia è la culla della cultura. Ma, con paradosso tipicamente tricolore, è un Paese che alla cultura dà scarso credito".
E' quanto si legge nell'ampio ed entusiasmante ultimo Rapporto Symbola "I.T.A.L.I.A., Geografie del nuovo made in Italy".

La cultura può essere il settore trainante per risolvere gli attuali problemi dell'Italia, e se ricordiamo i dati espressi dal Rapporto non possiamo fare altro che crederci.

"Mentre il tessuto imprenditoriale del Paese, nel 2012, resta sostanzialmente immobile, le attività del sistema produttivo culturale (tra industrie culturali propriamente dette, industrie creative - attività produttive ad alto valore creativo ma ulteriori rispetto alla creazione culturale in quanto tale - patrimonio storico artistico, performing arts e arti visive) crescono del 3,3%, arrivando ad essere quasi 460 mila, il 7,5% del totale nazionale. Danno lavoro a quasi 1,4 milioni di persone, il 5,7% del totale degli occupati. Creano, direttamente, 75,4 miliardi di euro di valore aggiunto. E ne attivano nel resto dell’economia altri 133. In tutto fa 214 miliardi: il 15% circa del totale. Si può forse lasciare a tempi migliori la cura di questo fattore trainante del sistema Paese?"

La risposta a tale domanda non può che essere affermativa, così come già espressa da Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, quando dice che bisogna investire nella creatività e nella cultura proprio ora che si intravedono i timidissimi segnali di ripresa per la nostra economia.

"Per noi architetti il Rapporto (Symbola) è un ulteriore stimolo a mobilitarci, sempre di più, nella missione etica e culturale di educare alla bellezza per poter rispondere alla domanda di qualità e di benessere che viene dai nostri concittadini e per poter tornare a parlare di sviluppo. Il nostro monito affinché si torni ad investire sulla qualità del progetto non è affatto la rivendicazione di una categoria professionale, ma rappresenta una necessità imprescindibile per chi ha l'ambizione di pensare al futuro del nostro Paese".

Sono parole chiare di Freyrie che devono far riflettere. "Noi ci siamo per contribuire a trasformare il territorio italiano e le nostre città in una miniera di cultura, formazione e bellezza; per risolvere i problemi della condizione del patrimonio edilizio italiano; per innovare i modelli e tecniche dell'abitare e per promuovere la sostenibilità ecologica ed economica".

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