Oggi parliamo della Nuvola, il complesso alberghiero progettato dall’architetto di fama internazionale, Massimiliano Fuksas, e che avrebbe dovuto trasformare la zona dell’Eur di Roma con l'attrattiva del nuovo centro congressi della capitale.

Ma evidentemente si tratta della ennesima storia all’italiana che dura da 15 anni: un bando di concorso internazionale indetto nel lontano 1998, un cantiere aperto solo dal 2007, ritardi dei lavori, allarmi per i buchi di bilancio, tempeste giudiziarie, dimissioni inaspettate, ritardi, blocchi, delibere e tensioni.

Ma di certo cosa si sa? Che per terminare una delle opere più ambiziose pensate nel territorio romano bisognerà sciogliere ancora tanti nodi significativi. Oltre al fatto ..."minore"... che mancando ancora molti milioni di euro per portare l'opera a completamneto.

L'idea di fantascienza fuksiana poteva anche essetre affascinante e condivisibile se ci fossero stati i presupposti di una attenta progettazione dei costi.
In più occasioni il progettista Fuksas si è limitato ad esprimere la sua amarezza: "In Italia non c’è lo Stato, ma solo un’enorme burocrazia. Dopo due anni di attesa non si può continuare a girare intorno alle cose. Ho eseguito lavori in tutto il mondo, ma certe cose accadono solo in Italia".

Potrà sicuramente essere vero, ma perchè si continuano a spendere milioni in più, rispetto alle previsioni, per ogni opera pubblica importante?

Ieri c'è stata l'ennesima visita di politici e amministratori in cantiere. A renderlo noto in un post è stato il Consigliere comunale pentastellato Daniele Frongia: "Oggi sono stato, con la Commissione Urbanistica e con l'amministratore delegato di EUR SpA, presso il nuovo centro congressi, meglio noto come Nuvola di Fuksas, sulla Via Colombo, a due passi dal laghetto. Il costo iniziale dell'opera, di 275 milioni di euro, si è quasi raddoppiato. Si tratta dell'ennesimo caso di pessima gestione della cosa pubblica sia da parte dello Stato (e del Comune, che detiene il 10% di EUR SpA) che dal mondo imprenditoriale. E chi sbaglia, ovviamente, non paga".

Ora mancano all'appello altri 70 milioni di euro, forse di possibili acquirenti dell'Hotel, dalla cui vendita si vorrebbe ricavare l'importo per completare l'opera. Ma siamo sicuramente scettici, e come al solito ne vanno di mezzo i cittadini e l'immagine dell'Italia.

Arch. Lorenzo Margiotta

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