“Serve che l’architettura entri nelle scuole per generare una cultura della domanda di questa disciplina, per ridurre l’assuefazione all’ordinarietà di una edilizia mediocre e superare definitivamente lo stereotipo secondo il quale all’architetto ci si debba rivolgere solo quando si voglia ottenere l’effetto stupefacente di una costruzione ardita o una sequenza armonica di grigi nel design di un interno all’ultima moda. Urbanistica, architettura e politiche urbane hanno passato gli ultimi 80 anni a costruire piani, regole e modelli perdendo però di vista la ragione fondamentale di tutto questo: migliorare la vita delle persone. È questa la ragione per cui devono essere attivate, senza ulteriori rinvii, politiche e processi in grado di assicurare la qualità dell’abitare. È il momento di pensare la città del futuro prossimo perché in quel futuro si giocherà il destino dei bambini e dei ragazzi di oggi e di quelli che verranno.”

Spiega così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori l’obiettivo principale del Progetto “Abitare il Paese - la cultura della domanda - i bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” che si avvale della collaborazione della Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi. Un progetto innovativo, ambizioso, lanciato nel corso del recente Congresso Nazionale degli architetti italiani.

E’ una bellissima iniziativa di formazione della cultura urbana nelle giovani generazioni, che però viene attuata molti anni dopo varie (anche se differenti) proposte educative.

Vien da ricordare i vari testi specifici degli anni ’70 -’80, per i corsi di Disegno nelle scuole medie superiori, scritti da autorevoli esperti come: Renato De Fusco (Segni, storia e progetto dell’architettura), Cesare Brandi, (Struttura e architettura) Sergio Bersi e Carlo Ricci (Linguaggi e Progetto – Materiali per una ricerca visiva), nonché Giulio Carlo per educare gli studenti ad osservare la città e pensare correttamente al suo sviluppo urbano.

L’attuale sperimentazione è un “viaggio nella scuola italiana”. Saranno coinvolti oltre 3mila bambini e ragazzi tra i 3 e i 18 anni di oltre 70 scuole distribuite su 35 province e 15 regioni.

Verranno anche coinvolti i loro insegnanti e dirigenti scolastici che interagiranno con gli architetti e le comunità locali puntando a “ragionare insieme” sulla strategia per la città del futuro.

É previsto inoltre un evento conclusivo a livello nazionale al termine dell’anno scolastico 2018/2019 e, tra le varie iniziative, sarà realizzata una Mostra itinerante mirata a descrivere come deve essere, dal punto di vista dei bambini e dei ragazzi, la città del futuro.

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