Mediante l'opera dell'architetto Mario Cucinella l'area di San Berillo a Catania (una vicenda che affonda le sue radici nello sventramento messo in atto negli anni Cinquanta) sarà sottratta al degrado.

L archistar Mario Cucinella in SiciliaE non capita tutti i giorni che Mario Cucinella – architetto e designer palermitano particolarmente legato ai temi della progettazione ambientale e della sostenibilità – trascorra un’intera giornata di confronto con i giovani architetti protagonisti del Workshop Simeto Landscape, tra i banchi e i corridoi delle Ciminiere di Catania. Cucinella ritorna così nel capoluogo etneo, in veste di capogruppo visiting, a quasi due mesi dalla presentazione ufficiale del master plan di Corso Martiri della Libertà, argomento d’apertura della sua lectio magistralis tenutasi due giorni fa nell’Auditorium del centro fieristico.

Il suo sguardo è stato rivolto allo sviluppo etneo, legato – oggi più che mai - al recupero di quella “frattura” urbanistica rappresentata dall’intero quartiere di San Berillo: "Un progetto che riqualificherà Catania – ha sottolineato Cucinella - ma solo se inserito nell’ambito di una visione strategica, che abbia come obiettivo principale quell’avvicinamento al mare tanto auspicato. Rigenerare Corso dei Martiri è di certo una grande opportunità per restituire i servizi ai cittadini, per rendere fruibile quella che oggi è una periferia dentro la città storica. La grande rambla etnea con spazi verdi, palazzetti bassi, parcheggi interrati, terrazze-giardino, e anche un museo, è un intervento che va ben interpretato, oltre i confini del proprio perimetro, che si distende verso il mare unendo parti diverse in un'unica armonia che è quella tipica delle città italiane». Ma, a detta dell’arch. Cucinella "progettare il futuro equivale anche “non progettare”. Occorre infatti costruire poco e con grande attenzione, operando con il bisturi tra ciò che è già esistente – ha continuato - sapendo cosa togliere e cosa mettere a posto, in un’ottica di grande pulizia architettonica e urbanistica".

Un messaggio chiaro che suona come un appello diretto ai tanti giovani architetti presenti in sala, un incoraggiamento "ad assumersi la responsabilità di questa professione, che oggi più che mai, richiede concretezza, lucidità e l’equilibrio di saper progettare restando con i piedi per terra". L’intervento di bonifica di S. Berillo sarà l’avvio di una serie di azioni propositive per creare un nuovo asset, nella visione più ampia prospettata da Cucinella. Proprio ai giovani presenti si è rivolto anche il presidente dell’Ordine degli Architetti Luigi Longhitano, in vista dell’inizio dei lavori: "Perché non chiamare in causa le nuove risorse professionali della città? Perché non aprire loro le porte ad un confronto di respiro internazionale?".

"Quando si partirà con i lavori (la giunta ha già approvato il piano urbanistico, adesso manca soltanto l’ultimo passaggio di carattere amministrativo) – ha risposto concludendo Mario Cucinella – i giovani saranno chiamati a progettare la Catania del 2030, una macchina di idee solide e durature che possa andare avanti con il supporto di tutte le parti, privati e pubblici".
I sei gruppi di partecipanti hanno ripreso le attività del workshop dedicate al tema del riverfront, e in particolare ai parchi urbani e al disegno degli spazi aperti, al recupero di percorsi di fruizione, cave e aree dismesse, sponde dei corsi d'acqua, countryfront, orti urbani, e al sistema infrastrutturale del paesaggio del Simeto a scala geografica.

Ogni giorno, fino a domenica 16 settembre, dalle 19 alle 23 si terranno le conferenze degli architetti visiting (auditorium) e l’appuntamento con la CineOfficina nel piccolo anfiteatro. L’iniziativa, che si inserisce nell’ambito della rassegna culturale “AetnaLandscapes”, è promossa dalla Fondazione – presieduta da Carlotta Reitano - e dall’Ordine degli Architetti di Catania in collaborazione con l’Associazione Culturale Officina 21, con il contributo delle Associazioni Culturali del territorio, e con la partecipazione dell’Università degli Studi di Catania e di Università straniere.
Fonte: Cataniapolitica
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