Ha preso il via, al Politecnico di Bari un ciclo di incontri sull'urbanistica e l'architettura della città futura.
L'iniziativa si inserisce nell'ambito di un protocollo di intesa tra Politecnico e Comune di Bari, per affrontare la problematica di un sano recupero delle architetture esistenti e buona progettazione.

L archistar Mario Cucinella e l architettura sostenibileTema dell'incontro, quindi, il recupero di "Grandi complessi architettonici e urbani del Novecento" fra cui, caserme, aree industriali e manifatturiere, affidato all'arch. Mario Cucinella che ha presentato numerosi esempi di progettazione a basso consumo energetico, ricordando come il tema fondamentale del futuro sarà quello del recupero della città.

L'arch. Cucinella, allievo di Renzo Piano negli anni '80 e grande protagonista nella pianificazione urbanistica sostenibile,  ha evidenziato come oggi l'architettura e l'urbanistica non possano più essere declinate soltanto da un punto di vista tecnico, ma che occorre necessariamente contemplare le diverse istanze che provengono dai cittadini.

E le architetture da recuperare, con i loro ampi spazi ed un’estetica propria e fortemente riconoscibile, da diversi decenni sono in tutta Europa al centro di interventi di riqualificazione per il recupero delle aree dismesse e l'ampia rigenerazione della città contemporanea.

"Trenta anni fa, avevamo dei problemi di natura ambientale molto diversi"– ha dichiarato l'architetto – "oggi si devono cambiare le modalità di progettazione. Se modificassimo alcuni parametri in funzione del petrolio, vedremmo cambiare la geografia del mondo e l'Italia diventare enorme"– prosegue Cucinella, mostrando un planisfero deformato dall'introduzione dei nuovi parametri.
"Il nostro paese dipende dal petrolio e la metà dell'energia prodotta è utilizzata dagli edifici. Cambiando ancora la mappa dal punto di vista ecologico, vediamo come divengano più grandi i paesi in via di sviluppo. Questo aiuta a capire che, quando parliamo del tema dell'energia, parliamo di consumi. Recuperare delle aree già strutturate è una grande idea, perchè non dobbiamo conquistare nulla di nuovo, ma utilizzare ciò che esiste già".

Anche a Bari queste architetture dismesse si prestano ad accogliere nuove funzioni sempre più emergenti nello scenario urbano, e a diventare così, nuovi poli di riferimento culturale e sociale, in cui è possibile sperimentare diverse concezioni sostenibili del costruire e del vivere la città.

Arch. Lorenzo Margiotta
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