Il vertice Onu sul clima (dell'United Nations Climate Change Conference) a Durban (Cop17 - Conferenza delle Parti dell'UNFCCC) si è concluso con un'intesa insperata ottenuta alla fine, dopo troppe trattative tra i delegati intervenuti alla Conferenza.
I rappresentanti internazionali avrebbero dovuto  discutere, in modo equilibrato, sull'attuazione della Convenzione e del Protocollo di Kyoto, così come il piano d'azione di Bali, concordato a COP 13 nel 2007, e gli accordi di Cancun, raggiunto alla COP 16 del dicembre 2010.

L accordo Durban sul climaMa nelle associazioni ambientaliste c'è molta delusione perchè l'accordo sottoscritto a Durban non prevede nuovi impegni vincolanti per il post-Kyoto.
Un accordo c'è stato, ma non ci sono ulteriori obblighi di riduzione delle emissioni per il periodo successivo alla scadenza del Protocollo di Kyoto, fissata per il 2012.

I delegati intervenuti alla Conferenza, e quindi per loro gli Stati rappresentati, si sono impegnati soltanto ad elaborare entro il 2015 un nuovo accordo vincolante, che dovrà entrare in vigore nel 2020.
L'unica certezza è che fino al 2017 saranno prorogati gli impegni di Kyoto solo da alcuni: al momento hanno aderito Unione Europea, Svizzera, Norvegia, Australia e Nuova Zelanda.

E per sintetizzare, riportiamo i punti principali dell'accordo siglato a Durban dal blog di Emilio D'Alessio, ex presidente del Coordinamento Agende 21 Italiane ed esperto di sostenibilità:
1. Il Protocollo di Kyoto, che termina il 31 dicembre 2012, sarà esteso per un periodo di 5 anni fino al 31 dicembre 2017.
2. La risoluzione finale di Durban prevede l'avvio di negoziati per raggiungere un nuovo accordo globale sul clima da siglare entro il 2015 e mettere in pratica entro il 2020.
3. Nei testi approvati è scritto che il processo verso il nuovo accordo dovrà "elevare il livello di ambizione" per la riduzione dei gas serra.
4. Si richiama anche "maggiore trasparenza" tra nazioni sviluppate e paesi in via di sviluppo.
5. Viene confermato il Green Climate Fund, il finanziamento destinato all'adattamento ai cambiamenti climatici per i paesi più poveri deciso lo scorso anno a Cancun: 100 miliardi di dollari l'anno a regime dal 2020.
6. Si sottolinea la necessità di nuovi meccanismi di mercato per l'estensione del protocollo di Kyoto, ma si rimanda l'individuazione delle scelte in merito al prossimo anno.
7. Si è deciso anche nel merito tecnico dello stoccaggio sotterraneo del CO2.
8. I programmi di rimboschimento e riduzione della deforestazione potranno essere portati avanti anche da soggetti privati.
9. Sarà istituito anche un comitato di coordinamento per l'adattamento ai cambiamenti climatici, composto da 16 membri.
10. Il Technology Mechanism, per garantire l'accesso alle tecnologie per i paesi più poveri, sarà gestito da un centro, la cui sede verrà individuata con un bando che verrà emanato il 16 gennaio 2012.

Arch. Lorenzo Margiotta
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