Dobbiamo sinceramente constatare che in Italia si sta muovendo un approccio più diretto verso il settore dell’edilizia. Numerose sono le novità in campo tecnologico e normativo sull’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile, specialmente nel settore residenziale.
Sono già più di ottocento le città e i paesi che hanno deciso di modificare i propri regolamenti edilizi per ottenere qualcosa di concreto e sostenibile a livello ambientale.

L Italia verso l edilizia sostenibileL’Italia sta spingendo molto, quindi, verso una maggiore attenzione nei confronti delle sostenibilità ambientali e nella qualità delle costruzioni di ultima generazione (isolamento termico, certificazioni obbligatorie, fonti rinnovabili ed efficienza energetica degli impianti) per portare il nostro paese verso un futuro eco-sostenibile.

Costruire in modo sostenibile e risparmiare sui consumi: è la filosofia che ispira anche molte manifestazioni italiane: fiere specializzate per l'efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia, vetrine contemporanee che privilegiano la presentazione di innovazioni e risparmio energetico della nuova edilizia.

Ma il processo edilizio, per non esser dimenticato, ha bisogno di continui cambiamenti, progetti per costruire una nuova Italia capace di uscire presto da questa crisi economica. L’innovazione del settore edilizio è un fenomeno così elevato da indurre la "Politica" più longimirante a farsi carico di forte attenzione e impegno a-partitico.

La sostenibilità non è un costo aggiuntivo ma una occasione di sviluppo. In Italia le decisioni devono incentivare lo sfruttamento della leva fiscale, ne trarremmo tutti i benefici, e i vantaggi si concilierebbero con le esigenze dell’uomo e dell’ambiente favorendo la produttività delle imprese.

Però non è facile commentare gli scarsi risvolti “energetici” di un'azione di governo che non risulta costante ed omogenea. In queste ore tutti i settori civili e produttivi sono in attesa.
Le prossime ore ci diranno se gli avvenimenti europei dei prossimi giorni confermeranno il cosiddetto decreto sviluppo nei suoi vari e profondi cambiamenti trapelati.

In particolar modo ci si attende che le detrazioni fiscali per per gli interventi di efficienza energetica vengano riconfermate, anche se si parla già di una scadenza al 31 dicembre 2014 con importanti modifiche: non più la percentuale del 55%, dal primo gennaio 2012, bensì due diversificati valori (il 52% e il 41%).

In ogni caso è bene avere certezze per dare serenità al mercato e a tutti coloro che desiderano intervenire con attenzione verso i temi dell'efficienza energetica nell'involucro edilizio e negli impianti tecnologici.
Ci auguriamo sempre che i nostri rappresentanti politici pensino al futuro dell'Italia e non alla salvaguardia delle posizioni acquisite.

Arch. Lorenzo Margiotta
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