Pensando di agevolare l'accesso alla professione di giovani neolaureati, in Italia si è pensato -dal 2001- di istituire delle sottolauree tecniche, per distinguerle dalle tradizionali forme di formazione universitaria.

Infatti ci ritroviamo ora ad avere mini lauree di Tipo B (corso triennale) distinte dalle tradizionali lauree quinquennali (denominate di tipo A), anche se tutti dicono a parole che non si tratti di una soluzione fatta esclusivamente per garantire insegnamenti ai troppo numerosi docenti universitari, o meglio ancora numerose università in ogni luogo.

Il semplice cittadino si ritrova quindi a distinguere tra ingegnere (tradizionale???) e ingegnere Junior (nuova sigla, perchè nell'edilizia ce n'erano troppo poche!!!), architetto (tradizionale???) e architetto Junior, oltre ovviamente a geometri, geometri laureati, ecc. ecc.

La laurea triennale avrebbe dovuto (così si diceva) essere percepita dalla grande maggioranza degli studenti come una tappa di avvicinamento alla laurea specialistica anziché come una porta di accesso alla libera professione.
E forse proprio questo deve far considerare il ridotto numero di sentenze giudiziarie sull’argomento.
Forse è proprio la limitata diffusione del profilo dell’ingegnere iunior all’interno del mercato dei servizi professionali di ingegneria ad aver determinato il mancato insorgere di un cospicuo contenzioso relativo alla continua incomprensione sulle specifiche competenze professionali.

Già in Italia si sono avute, e si hanno ancora molto spesso, dispute istituzionali su cosa possono fare le diverse figure professionali che operano quasi sempre nelle stesse attività di lavoro.

E mentre alcuni sono in attesa dell'arrivo della nuova "tessera professionale europea", che sarà probabilmente operativa dal gennaio 2016, non c'è alcuna chiarezza sui percorsi formativi universitari in rapporto alla realtà del lavoro professionale.
Si attende ancora una revisione della direttiva europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali e intanto i giudici amministrativi ci mettono lo zampino e contribuiscono all'annosa confusione italiana.

Il Consiglio Nazionale Ingegneri ha informato gli iscritti riportando una sentenza del TAR della Campania, sezione di Salerno (14 aprile 2015 n.797) proprio in tema di competenze professionali degli Ingegneri iuniores.

Il giudice amministrativo – attraverso una sentenza in forma semplificata - ha respinto il ricorso avanzato da una società di costruzioni contro l’avvenuto affidamento ad una società concorrente dell’aggiudicazione di lavori di adeguamento della rete fognaria e dell’impianto di depurazione, che lamentava "illegittimità nell’aggiudicazione" in quanto gli elaborati dell’offerta tecnica erano stati redatti e sottoscritti da un ingegnere iunior.

Il TAR Campania è stato invece di diverso avviso perchè ha equiparato la sottoscizione degli elaborati di gara alla "collaborazione alle attività di progettazione, direzione dei lavori, stima e collaudo di opere edilizie, comprese le opere pubbliche".
La "collaborazione" è quanto prescrive il DPR 328/2001, sull’attività professionale degli iscritti alla sezione B dell’albo professionale (ingegneri junior), ma è proprio corretta questa interpretazione autonoma dei giudici?
Ai posteri l'ardua sentenza!

Ing. Enzo Ritto

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?