Non ci avremmo mai pensato, ma in effetti Ihs, l'autorevole centro studi della California specializzato sulle energie alternative, dichiara in un suo ultimo rapporto che la Germania non ha più il primato mondiale nella produzione di energia dal sole.

L Italia batte la Germania sul fotovoltaicoFederico Rampini, su Repubblica del 10 gennaio scorso, ci ha spiegato perché:
"Nel suo rapporto “I-Supply Market Brief”, l´Ihs stima che le installazioni totali di nuovi sistemi fotovoltaici a fine anno si sono fermate a quota 5,9 gigawatt in Germania, un calo del 20% rispetto al 2010 quando la potenza complessiva di nuova installazione aveva raggiunto i 7,4 gigawatt. Nel frattempo l´Italia ha fatto uno scatto in avanti spettacolare, quasi raddoppiando i sistemi solari installati in un anno: dai 3,6 gigawatt del 2010 è balzata a 6,9 gigawatt di nuovi impianti nel 2011. La Germania ha perso così una leadership che aveva detenuto per due anni consecutivi. La chiave del sorpasso sta in parte in una saturazione del mercato tedesco, ma ancor più nell´effetto degli incentivi italiani.
Lo spiega nel rapporto californiano il direttore delle ricerche sul mercato fotovoltaico, Henning Wicht: "Dal 2009 la Germania era il numero uno mondiale – scrive Wicht – grazie alla forte domanda sia dei privati cittadini per i pannelli solari sulle case, sia degli investitori istituzionali. Ma a fronte di uno stallo della domanda tedesca nella prima metà del 2011, gli incentivi pubblici offerti in Italia si sono dimostrati attraenti, e hanno sostenuto una massiccia crescita delle nuove installazioni solari, dando all´Italia il primato".

Però, come ha ben evidenziato Rampini nel suo articolo; "L’exploit italiano riguarda l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici, non la loro produzione. Per quanto riguarda l’industria solare, la battaglia si svolge altrove."
E in ciò è sempre la Cina in testa "che ha scatenato una guerra dei prezzi spingendo al ribasso i listini dei pannelli fotovoltaici".

Non possiamo, quindi, inorgoglirci troppo visto che ad avvantaggiarsene sono stati sempre i soliti grandi speculatori con conseguente dispregio della salvaguardia del nostro mpianti fotovoltaici.
La maggioranza degli impianti installati (e non prodotti) in Italia non sono stati -infatti- integrati a costruzioni nuove o esistenti, bensì ubicati al suolo con enormi superfici sottratte ad una eventuale ripresa dell'agricoltura.

Il consumo del territorio non può lasciarci indifferenti. Se infatti si tenta di favorire in Italia il recupero delle costruzioni esistenti, per non continuare a distruggere il paesaggio che è il bene primario del nostro Paese, allora ben vengano gli incentivi pubblici a favore delle energie alternative ma con disposizioni legislative più mirate e ben pianificate a livello locale.

Arch. Lorenzo Margiotta
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