Intervenendo al convegno inaugurale del Saie di Bologna il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, ha tracciato un quadro drammatico della situazione di vita in Italia:
- il 62% delle abitazioni esistenti sono realizzate prima del 1974,
- circa 10 mila scuole sono considerate da ricostruire,
- 21 milioni di italiani vivono in zone sismiche,
- 250 miliardi di euro sono stati spesi dal dopoguerra ad oggi per i disastri sismici.

Buzzetti ha ricordato che il settore delle costruzioni, giunto al quarto anno consecutivo di crisi, si trova in una situazione estrema: "La stagione delle archistar non è stata la risposta giusta al degrado delle nostre citta". Secondo il presidente dell'Ance quello che serve è un "Piano-città" che, sebbene sia stato aperto formalmente, è ancora privo di contenuti.

Per attuare questo piano nazionale di riqualificazione delle città serve un'idea strategica degli interventi con una forte azione governativa verso una fiscalità adeguata.

Secondo l'Ance la crisi profonda del settore è la conseguenza di politiche economiche sbagliate, specialmente a danno dell'edilizia.
Negli altri Paesi sviluppati l'edilizia è stata invece sollecitata; in Italia -al contrario- basta vedere cosa è successo con l'Imu.

Insomma, secondo il presidente dell'Associazione dei costruttori edili, il piano città va messo al primo posto della ripresa economica e va concretizzato sentendo il mondo delle professioni, delle costruzioni e delle amministrazioni comunali.

Il presidente di Ance ha dato un giudizio discretamente positivo su alcuni provvedimenti del Governo, ma ci sono anche alcune somme per le opere pubbliche che sono ancora poche.
Dunque, lo Stato deve tornare a fare la sua parte con consistenti investimenti pubblici in infrastrutture, scuole e lotta al dissesto idrogeologico.

Ma il nuovo Piano di Stabilità 2013-2014 varato dal Governo sarà l’occasione per tornare a investire in opere pubbliche e nella manutenzione, dopo anni di politiche di tagli agli investimenti produttivi?

La speranza di Buzzetti è però - in buona sostanza - positiva, seguendo le stime dell'ANCE: se tutto andasse come previsto dai vari decreti approvati si potrebbero produrre già nel 2014 ben 262.000 posti di lavoro nelle costruzioni, perchè se c'è un clima di serenità, sicuramente c'è anche un effetto positivo da un punto di vista dell'occupazione e della ripresa economica.

Ing. Enzo Ritto

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