"Rimane lo stesso lutto e lo stesso dolore. In questi giorni ci ricordiamo dei volti che ci hanno lasciati", ha detto il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente.

Queste parole potrebbero accompagnare i volti delle oltre 12mila persone che hanno dato vita ad una fiaccolata in marcia, per le vittime del sisma.
L'Aquila e l'Abruzzo hanno ricordato il terremoto che sconvolse quella zona cinque anni fa e le 309 vittime del disastro.

Un disastro che ha commosso il mondo intero ma che ad oggi vede pochi, troppo pochi, edifici ricostruiti nel centro del capoluogo abruzzese e in molte delle 56 frazioni colpite.
L'Aquila, con circa otto miliardi e mezzo di euro spesi, resta una città che ancora oggi, dopo 60 mesi dal terremoto, non sa quando e come riuscirà a tornare alla sua vita ordinaria.

"A fronte dei soldi spesi, solo il 20% del centro storico dell’Aquila è stato ricostruito - ha commentato Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente - il resto è ancora un groviglio di ponteggi e puntellamenti, una parte dei quali necessiterebbe di manutenzione, e quel 20% è quasi tutto riferito alla ricostruzione residenziale. Soltanto una chiesa è stata restaurata e riaperta al culto. Le frazioni, poi, in molti casi sono ancora alle prese con la progettazione di un piano di ricostruzione."

Maria Luisa Gottari

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