L'Agenzia delle Entrate, con il provvedimento N. 165764/2012 del 21.11.2012 e la successiva Circolare 44/E del 26.11.2012, ha fornito una serie di chiarimenti sull'applicazione del cosiddetto "Cash accounting", il nuovo regime di IVA per cassa introdotto dal D.L. 83/2012 (cosiddetto Decreto crescita), convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.

Iva per cassa le regole dell Agenzia EntrateA partire dall’1 dicembre scorso il nuovo regime del citato D.L. 83/2012 ha sostituito il regime IVA per cassa previsto dall’art. 7 del D.L. 29/11/2008, n. 185, ormai abrogato.
Tutti coloro che operano nell’esercizio di impresa, arti o professioni, con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro,  possono scegliere di aderire, o meno, alle nuove regole dell’Iva per cassa, o cash accounting, in piena attuazione della disciplina del nuovo regime dettato dal D.M. 11/10/2012.

Il nuovo regime

Il nuovo regime del  cash accounting prevede il differimento all’atto del pagamento dei corrispettivi dell’esigibilità dell’imposta dovuta dal soggetto che eroga un servizio o cede un bene. Stesso discorso per la detrazione che questo soggetto può esercitare solo a partire dal momento in cui paga l’IVA al proprio fornitore.

Naturalmente, continua la Circolare, il differimento è limitato nel tempo in quanto l’imposta diviene comunque esigibile, detraibile, decorso un anno dal momento di effettuazione dell’operazione, a  meno che, prima del decorso di questo termine, il cessionario o committente sia stato assoggettato a procedure concorsuali.

La circolare in commento si esprime sui seguenti punti:
1. Caratteristiche del cash accounting;
2. Limite di volume di affari;
3. Differimento dell’esigibilità;
4. Differimento della detrazione;
5. Operazioni escluse dal cash accounting;
6. Adempimenti;
7. Entrata in vigore e regime transitorio.

Le operazioni escluse

La circolare illustra nel dettaglio anche tutti i casi in cui l’Iva per cassa, in quanto regime speciale, non è applicabile.
Si tratta, in particolare, delle operazioni soggette a regole specifiche (come, ad esempio, nel caso del regime monofase o di quello previsto per l’agricoltura e le attività connesse), e di quelle effettuate nei confronti di privati o di altri soggetti che non agiscono nell’esercizio d’imprese, arti o professioni.

La modalità di opzione

La circolare chiarisce che anche se il regime dell’Iva per cassa è opzionale, una volta espressa l’opzione, il contribuente è vincolato per almeno tre anni, ad applicare il regime, salvo le eccezioni già indicate, a tutte le operazioni attive e passive effettuate, a meno che, naturalmente, non realizzi un volume d’affari superiore a due milioni di euro.

Alessandra Agrimoni
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