Ancora forte tensione sui mercati economici. Il differenziale tra Btp e Bund (il famoso spread) resta alto stazionando ormai a quota oltre 500 e le Borse europee saltellano con giornate negative a mare grosso.

Italia recessione economicaLa crisi economica mondiale quindi, ancora alle prese con la recessione del 2008-2009 e già maturata nel sistema bancario americano, persiste nell'attuale crisi europea.
Mario Monti ha solo puntato ad una massiccia austerità fiscale che deprime l'economia e - delegittimando la vera funzione della politica - favorirà forti reazioni sociali anche di piazza se non si provvederà immediatamente a far crescere lo sviluppo della nazione.

Tutti gli esponenti del governo presieduto da Monti hanno continuato a giustificare le loro misure economiche molto drastiche perché senza alternative. Ormai ci hanno quasi convinto che è anche l'Europa a non avere alternative: se fallisce l'euro fallisce l'Europa. Non ci stiamo forse perdendo in un tabù?
Il teorema dell'assenza di alternative offende la ragione umana perché equivale ad una abdicazione di pensiero.
"Non c'è alternativa" non è un dogma, non è un argomento serio, è soltanto una dichiarazione di assoluta resa.

Ma come si è giunti a una tale situazione? Cosa è successo alla Comunità europea che non riesce a risollevarsi da questa crisi? Si deve andare indietro nel tempo e ricordare che il sogno europeista è sopraggiunto come una emancipazione dell'incubo nazista.
Si era partiti dalla Comunità Europea per il Carbone e l'Acciaio (la famosa CECA), sperando in un futuro di giungere ad una Confederazione di Paesi europei. Ma per gestire una vasta economia europea si doveva affrontare seriamente anche la gestione politica di tanti Paesi.
Successivamente, infatti, l'attivazione dell'Euro come moneta unica transfrontaliera non nasceva come decisione consequenziale di ampie vedute politiche; tant'è che l'euro non nasce nè rischia di morire per ragioni economiche.
Dopo l'unificazione delle due Germanie infatti (Est ed Ovest) e con timori avveniristici circa la possibilità del risorgere di velleità da "Grande Germania", alcuni Paesi Europei convincevano Helmut Kohl a rinunciare al marco tedesco (già moneta forte simbolo del riscatto tedesco) in cambio di preventivati vantaggi in termini di forte competitività per le esportazioni. L'Unione Europea attivava una buona idea, ma priva del substrato forte di una forte politica.

E di ciò se ne sono avvantaggiati solo gli speculatori finanziari.
Siamo oggi, infatti, in una fase di espansione del capitale finanziario dei mercati speculativi.
Ma non si può ormai intervenire soltanto pareggiando il debito pubblico e continuare ad emettere manovre dissanguanti.
L'Europa tutta ha bisogno di disporre dell'autorità idonea a gestire una politica economica e finanziaria legittimata da un governo europeo.

Ma perché siamo costretti a guardare alla Germania? La risposta sembra anche semplice: il 75% dei cittadini tedeschi non crede alla moneta unica europea. In realtà non si sentono europei e non sognano affatto una Europa unita perché sono convinti che l'Unione Europea non convenga alla Germania. Tutto ciò deriva forse da un ritrovato senso di orgoglio nazionale (dopo il non lontano 1945) ma è sicuro che il futuro della Germania sarà determinato dalle modifiche che il prossimo Trattato internazionale previsto per fine gennaio fornirà al sistema euro-europa.

Non dimentichiamo però che negli ultimi 50 anni Francia e Germania hanno spesso (non sempre) condiviso scelte, opinioni, tattiche e forzature decisionali. Quindi si dovrebbe volgere lo sguardo - e sarebbe meglio dire le difese - anche ai cugini francesi, responsabili in toto dei loro accorsi sottobanco tra Parigi e Berlino che hanno spaccato l'Europa.

Ma tornando all'Italia, siamo proprio sicuri che le nostre colpe economiche non siano più gravi di tanta fantasia politica? E' necessario per l'Italia che si faccia fino in fondo tutto ciò che serve alle politiche di consolidamento e di crescita.
Servono misure rapide, efficaci e complete.

E l'attuale nostro governo-tecnico come spera di risolvere questa situazione prettamente italiana nell'attuale euro-crisi?
Nei prossimi giorni il premier Monti ha promesso di svelarci cosa uscirà dal suo cilindro magico; speriamo non sia un semplice coniglietto bianco.

Arch. Lorenzo Margiotta
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