L’ultima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale ha assegnato all’Italia, nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco, due altri siti che portano a 53 quelli del Belpaese: nessuno vanta un simile record.

I 53 siti italiani sono distribuiti su 17 regioni; solo Molise, Valle d’Aosta e Calabria non ne ospitano neppure uno.

Gli ultimi arrivati sono l’estensione dell’area delle Faggete vetuste e le Mura difensive veneziane, che pongono così l’Italia al primo posto tra le varie nazioni, seguita dalla Cina e poi dalla Spagna.

Il riconoscimento è stato attribuito ad un insieme di dieci antiche faggete italiane per una superficie di 2127 ettari nel contesto del sito ambientale transazionale delle Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa.

L’altra nuova assegnazione è andata alle "Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di Terra - Stato di mare occidentale", un sito seriale transnazionale presentato all'Unesco nel 2016 dall'Italia insieme con Croazia e Montenegro. Il sito raccoglie un insieme straordinario dei più rappresentativi sistemi difensivi, “alla moderna”, realizzati dalla Repubblica di Venezia, progettati dopo la scoperta della polvere da sparo e dislocati lungo lo Stato di Terra e lo Stato di Mare.

Per decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale, entrano a far parte del sito Unesco le opere di difesa presenti a Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda per l'Italia, Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro.

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?