Fortunatamente nessuna offerta è stata presentata al Comune delle Isole Tremiti per l'asta dei terreni edificabili sulle isole maggiori di San Domino e San Nicola.
Si è in attesa delle comunicazioni ufficiali del commissario straordinario e del responsabile del procedimento sull'esito della procedura che fissava tempi strettissimi per l'aggiudicazione definitiva.

Isole Tremiti all asta con la scusa di Edilizia popolareMa dopo che l'asta per vendere alcuni ettari delle isole Tremiti finalizzata alla costruzione di case popolari è andata deserta, il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Foggia, in cui si chiede di aprire una indagine e sequestrare il relativo bando di gara.

E dopo lo scontro tra l'assessore regionale all'assetto del territorio Angela Barbanente ed il commissario straordinario Carmela Palumbo si spera che sia giunto il tempo di fermarsi e riflettere su come poter intervenire per preservare questo enorme patrimonio paesaggistico e turistico della nostra Puglia.

E' bene, infatti, che la Regione intervenga e solleciti anche un intervento del Governo (di concerto con gli Enti Locali) per fare in modo che il patrimonio delle Tremiti resti un patrimonio intatto e messo in salvo da qualsiasi tipo di intervento che possa metterne a rischio la fruizione da parte di tutti.

Ma nel frattempo, come già noto, è intervenuto il Codacons con un esposto: “L'equilibrio su cui l'asta nasce è  fragilissimo, essendo in gioco da un lato le esigenze di cassa e di ripianamento del deficit pubblico dall’altro la tutela di isole affascinanti e perennemente minacciate da trivellazioni petrolifere o speculazioni edilizie. In molti denunciano il rischio di un probabile cambio di destinazione d'uso dei terreni e che, se così fosse, permetterebbe ai futuri acquirenti di potervi costruire alberghi, villaggi turistici e strutture ricettive. Ma soprattutto serve costruire case popolari in un'isola abitata, al netto dei residenti, da poco più di 200 persone? E' giusto immaginare il rischio di un cambio di destinazione d'uso dei terreni? Da tale quadro emerge la necessità dell’intervento dell’autorità procedente per fare immediatamente luce e chiarezza sulla vicenda, poiché accertati i fatti e le eventuali responsabilità si potrebbero configurare, diverse fattispecie penalmente rilevanti ivi compreso il reato di Rifiuto di atti d'ufficio, Omissione e Abuso d’ufficio, oltre ai reati di omesso controllo e vigilanza e manovre speculative”.

Il Codacons ha anche chiesto alla Procura di procedere al sequestro del Bando gara per l'alienazione dei beni relativi ai quattro ettari delle Isole San Domino e San Nicola e del Piano di edilizia economica e popolare delle isole Diomedee.

Le casse del Comune interessato sono vuote ma non per questo è accettabile che si possa distruggere un bene comune e ambientale così straordinariamente importante -mettendo in vendita aree uniche dal punto di vista naturalistico e paesaggistico- per favorire una cementificazione disastrosa.

Non ci sono scusanti, né per la Regione Puglia che non riesce a tutelare il suo bene più prezioso che è costituito dal suo paesaggio e dai suoi beni culturali e architettonici, né tanto meno per il ministro dell'Ambiente Corrado Clini che non riesce ad intervenire immediatamente con un decreto ministeriale idoneo a modificare l'attuale Piano d'assetto del Parco delle Isole Tremiti.

Qui non si tratta di errori di procedura. Se qualcuno ha sbagliato nell'approvare un Piano di edilizia sociale alle Isole Diomedee (approvato dalla Regione), non si tergiversi per coprire il misfatto.
Si intervenga subito ponendo i ripari necessri.

Arch. Lorenzo Margiotta
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