L'edilizia non sta vivendo un periodo facile. L'intero comparto, a causa della crisi degli ultimi anni, ha subito significativi rallentamenti ai quali sta lentamente reagendo. In Italia poi ci sono realtà che più delle altre devono fare i conti con una situazione particolarmente complessa.
È il caso dell'Abruzzo piegato dal terremoto del 2009 e nettamente indietro rispetto alle altre regioni. Cna Costruzioni, l'associazione delle piccole imprese del settore edile della Cna Abruzzo, nel suo rapporto mette in evidenza i dati dello stato di salute dell'edilizia nella regione del centro Italia.

Investimenti in ediliziaNel periodo compreso tra gennaio e settembre del 2010, secondo l'analisi realizzata dal Cresme (Il Centro di ricerche economiche, sociologiche e di mercato) è stata registrata una caduta rilevante, in termini assoluti e rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, sia riguardo appalti che gli importi. L'effetto terremoto, se da un lato e per un determinato periodo del 2010 ha causato una crescita di gare e importi a vantaggio di imprese extra regionali, dall'altro non è stato sufficiente a raggiungere i valori dei due anni precedenti.

Sempre secondo il rapporto annuale del Cna Costruzioni abruzzese, l'edilizia privata appare reggere meglio la crisi a differenza del settore pubblico. La conferma arriva dai dati elaborati dall'Agenzia delle entrate sulle domande presentate dai cittadini per usufruire del bonus del 36 per cento, riservato a chi ristruttura la propria abitazione. Secondo quanto emerso da tali dati, tra gennaio e novembre del 2010, in Abruzzo gli interventi ammessi al beneficio fiscale sono stati complessivamente oltre seimila, superando la cifra raggiunta nel 2009, con un incremento di oltre il cinque per cento rispetto all'anno precedente.

Tuttavia il dato risulta inferiore alla media nazionale di crescita, che è quasi al doppio di quella abruzzese. Secondo l'associazione delle piccole imprese edili, alla base della difficoltà a ripartire nel settore pubblico c'è tutta una serie di vincoli che condiziona pesantemente l'attività del comparto.
Tra questi, gli oneri troppi gravosi del patto di stabilità, taglio pesante alle spese delle pubbliche amministrazioni, ma anche i troppi lacci che condizionano l'attività dei governi comunali e impediscono alle piccole realtà amministrative una serena valutazione delle offerte e delle proposte giunte da privati sotto forma di project financing. In ultimo, secondo Cna Costruzioni, pesa sul comparto "la lentezza delle iniziative nel piano di ricostruzione dei centri terremotati".

www.cnaabruzzo.it
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