Presentata a Caserta, nel corso del 59° Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri, la ricerca del Centro Studi del CNI "Analisi del sistema ordinistico nella prospettiva internazionale: ipotesi di lavoro e confronti". I nuovi scenari economici e professionali impongono la revisione dei modelli organizzativi degli ingegneri e un nuovo ruolo per gli Ordini.

Un esercito di professionisti in cerca di nuovi spazi ed opportunità. Secondo i dati sul lavoro autonomo in Europa, tra il 2008 e il 2012, il loro numero è aumentato da 4,6 a 5,2 milioni. Circa un quinto opera in Italia. Il nostro paese, infatti, fa registrare oltre un milione di occupati nelle libere professioni, primato assoluto a livello continentale. Questo determina, in una fase di persistente crisi economica, la necessità di sfruttare al massimo il sistema dei fondi europei e di varcare i confini nazionali alla ricerca di nuove opportunità. Al tempo stesso, questa realtà pone nuove questioni legate alla struttura degli studi professionali e al ruolo di supporto che possono svolgere gli Ordini.

L’importanza del ruolo delle professioni non sfugge alla Commissione Europea che nel 2013 ha sottolineato la loro importanza nell'operazione di rilancio delle PMI. Il gruppo di lavoro "Rafforzare le attività delle libere professioni" ha permesso alla Commissione di fissare delle linee d’azione specifiche, indirizzate a creare un clima imprenditoriale più favorevole alle libere professioni e, quindi, costruire la base per l’ulteriore sviluppo delle politiche e delle misure di attuazione finalizzate a questo obiettivo. In questo senso è determinante la programmazione e lo sfruttamento dei fondi comunitari. Nel nostro paese, presso il Consiglio dei Ministri, il 17 dicembre 2012 si è avuta la discussione del documento “Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi comunitari 2014-2020”.

Nonostante ciò, i deficit di spesa e di attuazione dei programmi operativi regionali evidenziano che le strategie adottate in Italia per gestire i fondi europei siano deboli ed inefficaci. Per quanto riguarda i fondi strutturali, i dati complessivi evidenziano un ritardo netto accumulato dal nostro paese. Se è vero, poi, che le piccole e medie imprese della Germania hanno dimostrato una capacità più che doppia, rispetto a quelle italiane, di accedere ai fondi, appare necessario, quindi, un radicale mutamento della governance nazionale dei fondi europei, con un nuovo indirizzo più inclusivo per le PMI ed i centri di ricerca.

Passando agli aspetti più specifici che riguardano gli ingegneri, la ricerca del Centro Studi del CNI propone un’indagine - realizzata online tra il 7 e il 23 luglio 2014, cui hanno partecipato 13.271 iscritti – finalizzata alla valutazione dell’assetto organizzativo della categoria e alle sue dinamiche di sviluppo. In generale, si registra un processo di radicale rinnovamento delle modalità organizzative e dell’approccio al mercato da parte degli ingegneri. Anche se continua a prevalere lo studio individuale (58%), circa il 13% degli ingegneri svolge la propria attività professionale in forma associata (studio associato, 6,9%) o societaria (società di ingegneria 4,6%; società tra professionisti, 1,3%).
Sempre più spesso, gli ingegneri si trovano a dover competere con maggiore frequenza con strutture associate o societarie, di provenienza nazionale ed estera. Per questo adottano sempre più spesso strategie di network, anche se a livello informale. L’87,4% degli studi individuali e l’89% degli studi condivisi opera “in rete” non strutturata con altri professionisti e imprese.

L’indagine effettuata dal Centro Studi CNI conferma, poi, che, secondo gli ingegneri, l’innovazione dei processi di organizzazione e di approccio al mercato chiama in causa direttamente il sistema ordinistico. La maggioranza degli iscritti chiede agli Ordini di organizzarsi per fornire servizi di supporto allo sviluppo dell’attività professionale, all'accesso ai fondi europei, all'inserimento nel mercato del lavoro, incontrando la piena disponibilità dei Presidenti degli Ordini che, spesso, hanno già avviato iniziative concrete in tal senso.

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