Dopo il crollo del ponte di Genova, il Provveditorato per le Opere Pubbliche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato un "monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione delle opere di competenza" chiedendo ai Presidenti delle Regioni, delle Province e ai Sindaci una comunicazione relativa agli interventi necessari per "rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza", allegando "adeguate attestazioni tecniche, indicazioni di priorità e stima indicativa dei costi".

La richiesta è contenuta in una lettera - già anticipata dall'Ansa - inviata a tutte le amministrazioni locali dal Provveditore per le opere pubbliche.

"Nel dare seguito agli orientamenti espressi dal Governo - si legge nella nota ministeriale - occorre procedere con la massima urgenza all'avvio dello stato di conservazione delle opere infrastrutturali, viarie e non".

L'invito del Ministero agli Enti Locali era di "comunicare entro e non oltre il 30 agosto gli interventi necessari a rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza, corredando le segnalazioni di adeguate attestazioni tecniche (perizie, verbali di sopralluogo), indicazioni di priorità e stima indicativa dei costi".

Ma forti sono state le perplessità espresse da Marco Bussone, presidente Uncem - Unione nazionale Comuni Comunità Enti Montani - in merito al monitoraggio delle opere infrastrutturali avviato dal Mit.

"Se io sindaco autodenuncio a Mit e Province che il mio ponte e la mia strada non sono sicure cosa avrò per l''intervento?
Ci saranno nuove risorse dal Cipe? Dovremo chiudere pezzi di strade e ponti?
Si rischia dunque di creare panico, dubbi tra i cittadini, problematiche amministrative e anche giuridiche di un certo livello, con scontri territoriali forti, ingestibili. Serve chiarezza sugli obiettivi".
E non solo: "In alcune Regioni le lettere con la richiesta delle informazioni utili al monitoraggio sono arrivate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In altre, come il Piemonte, da Province e da Città Metropolitana. Solo il 26 e il 27 agosto, molti sindaci hanno ricevuto le note con le richieste e le schede per la rilevazione dello stato di conservazione e manutenzione delle opere, viarie e non.
Dovevano pervenire dal Mit, tramite i provveditorati alle opere pubbliche regionali. Invece, per un corto circuito che non è chiaro, le Province sono intervenute con una lettera e con un file da compilare, per ogni Comune”.
“In ogni caso - segnala l'Uncem - ci si trova di fronte a Tempi strettissimi e sindaci perplessi". "O anche arrabbiati - dice Bussone - Lo registriamo in queste ore. Intanto perché è mancato il rapporto diretto con il Mit come inizialmente annunciato, tanto più a fine agosto"?

Fonte: Regioni.it

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